Poi crollò la testa, e ripiegandosi tosto sul guanciale che gli era più prossimo, si diede a singhiozzare e a parlare seco stesso.

Su quel guanciale spiccavano i contorni di una testa coperta da un sottile fazzoletto di tela bianca. Il vecchio sollevò un lembo di quel fazzoletto, e accarezzò con uno sguardo pieno di amore e di angoscia le pure sembianze di un fanciullo irrigidito dalla morte. — Un volto che pareva quello di una vergine, — un morto che sorrideva come l'angelo che dorme.

— «Morto!... proprio morto!... Ma dov'è la giustizia di Dio? Anch'essa ha dovuto morire... la povera Martina! E sua madre quasi impazzita...! I preti dicono dal pulpito che i prepotenti, o presto o tardi, la scontano!

«Io l'ho ancora presente... quel mostro...

«Sì... l'ho presente... poichè nelle fattezze di questo povero ragazzo che era un angelo, c'è pure qualche cosa di quel demonio! Forse ho fatto male a condurre un ragazzo in mezzo a questi orrori. Ho voluto vendicarmi da me.... e il Signore ha detto: vediamo un poco cosa sai fare?... Ci hanno cacciati fra queste montagne dove si combatte senza vederci in faccia... Ho avuto un bel cercarlo io... Quel mostro era forse là... dietro un macigno... a tirare i suoi colpi al sicuro... e me l'ha ucciso...! Cosa dirò a Veronica tornando al paese?... Oh! ma io non tornerò!... Te lo prometto, Ernani... Io mi arrampicherò su questi massi... come da ragazzo quando andavo alla domenica a snidare i falchetti... Andrò bene a trovarli io, quei brutti ceffi che non si fanno vedere... E quando ne avrò trovato uno...

In quel punto dal letto vicino si partì una voce lamentosa.

— Datemi un sorso d'acqua!... per pietà, un sorso d'acqua... che io mi sento morire...!

Gregorio abbassò il pannolino sul viso del morto, e si volse dall'altro lato con sembianze mutate. In quella voce di moribondo gli era parso di udire un suono conosciuto.

Si levò in piedi — corse alla brocca per attingere acqua, e tornando al letto del ferito, gli accostò al labbro il bicchiere guardandolo fissamente.

— Ma voi... non siete dei nostri? — domandò il vecchio con terribile voce, dopo avere colla intensa avidità dello sguardo ricostruite quelle sembianze oramai scomposte dalla agonia.