Se i folli tentativi dell'Urbino e d'altri o fanatici, o ambiziosi agitatori, non furono principale cagione dei disastri avvenuti, contribuirono senza dubbio a screditare la nostra rivoluzione ed il paese nostro nell'opinione dell'Europa. Le dissensioni dei partiti giovarono ai nemici d'Italia, non solo per riconquistarla, ma anche per disonorarla, e vilipenderla dappoi.
Perchè quelle grida feroci? che vuole questo popolo minaccioso e fremente? Egli stesso lo ignora. Ha seguito una bandiera; si è lasciato trascinare da una voce eloquente; ha gridato, ha urlato per mille bocche una parola incompresa.
Teodoro Dolci e l'Obrizzi si cacciano nella folla urlando anch'essi.
— Venite qui, figliuoli! — grida l'Obrizzi conducendo Teodoro sui gradini della chiesa. — Sentite mo lui...! Il bravo dei bravi! il protomartire della rivoluzione! il campione dei volontarj... morto, cioè ferito.... alla battaglia di Robbiatello....! Sentite di qual modo viene premiato il valore e l'eroismo del popolo che ha combattuto! A voi! signor Teodoro! parlate!... Da bravo! Raccontate la bella accoglienza che quei signori vi hanno preparata a Capizzone!
— Sì... è vero — balbetta il nipote di don Dionigi; — il Governo... dovrebbe... mettere al dovere... certe persone... che io conosco benissimo... e non permettere certi abusi: so ben io... di chi intendo parlare...
— Di chi intende ella parlare, di grazia? — chiese una voce ruvida e maschia all'orecchio di Teodoro, il quale, volgendosi, si trovò circondato da sei ufficiali di pubblica sicurezza.
Teodoro levossi il cappello, e fece un inchino.
— Vergogna! — seguitò l'ufficiale dominando colla voce taurina lo schiamazzo della moltitudine. — Venir qui in sulla piazza a suscitare tumulti, mentre il nemico ci minaccia alle porte...! I Tedeschi ridono delle nostre discordie, e cercano fomentarle con arti scellerate. Pur troppo si aggirano fra noi individui corrotti dall'oro austriaco, i quali, fingendosi amici del popolo, cercano trascinarlo ad eccessi fatali. Guardati, o popolo, da questi falsi amici, da questi Giuda traditori! Che i buoni cittadini tornino alle loro case, e i prezzolati emissari dell'Austria si mordano le labbra per dispetto!
La verità è per sè stessa eloquente. Il popolo ravveduto risponde all'oratore con plauso concorde.
— Noi non siamo emissari dell'Austria, — risponde l'Obrizzi con calore. — Questo giovane (e additava Teodoro) ha dato sufficienti prove di patriotismo perchè nessuno osi sospettare di lui.