Che avvenne del nostro eroe durante il tristo decennio? Teodoro Dolci, come abbiamo veduto, non era più padrone di sè medesimo.

Madonna Ortensia si impadronì del fantoccio rivoluzionario per spingerlo colla prepotenza della sua volontà nelle sfere più elevate della diplomazia; tentò valersi di un falso eroe per soddisfare alla propria ambizione. Ma i sogni di Ortensia non si realizzarono. Venti volte nel corso di dieci anni i coniugi Dolci mutarono programma politico per compiacere a questo o a quel partito, per conciliarsi le simpatie degli uomini più influenti sui destini d'Italia. Da una in altra città emigrando, oggi a Firenze, domani a Roma, più tardi a Parigi, di là a Torino, madonna Ortensia non trovò mai nè giustizia nè equità in nessun paese, presso nessun governo. All'eroe di piazza Fontana, all'agitatore del due gennaio, al morto di Robbiatello, al mazziniano di piazza San Fedele la patria sconoscente non volle accordare nè il grado di maresciallo, nè un portafoglio di ministro!

Dopo la battaglia di Magenta, i coniugi Dolci rientrarono nelle libere provincie di Lombardia. Madonna Ortensia si fece precedere da un proclama, ove con parole di colore scarlatto rammentava ai Lombardi in genere, ed ai Capizzonesi in ispecie, le gesta gloriose del marito e la nera ingratitudine del Governo piemontese. «Abitanti di Capizzone! (tali eran l'ultime parole del proclama), noi confidiamo nella vostra lealtà, nel vostro senno politico, nel caldo patriotismo che altre volte manifestaste a nostro riguardo... Noi non abbiamo dimenticate le nostre promesse; spetta a voi ricordare le vostre. Quanto prima si aduneranno i collegi elettorali... quanto prima sarete chiamati a scegliere colui che deve rappresentarvi al Parlamento, che deve tutelare i vostri interessi. Guardatevi dai raggiri di partigiani codardi... Non lasciatevi imporre dalle ignobili mene di chi vuol creare un Parlamento servile, ligio al dispotismo del ministero! Uomini generosi e indipendenti non mancano all'Italia... e voi li conoscete, o magnanimi figli di Capizzone! perchè nacquero tra voi... vissero tra voi... e resero già illustre il vostro paese. Chi vi parla di tal guisa, chi vi apre gli occhi sui pericoli e sulle insidie che vi circondano, è il martire del 1848, è l'eroe delle barricate che dopo dieci anni di crudo esiglio... ritorna in mezzo a voi senz'altra ambizione fuor quella di esservi utile e di rilevare dall'abiezione la patria vilipesa. Se il vostro voto mi chiama al Parlamento... io spero fra poco di poter realizzare i grandi disegni che già vi manifestai or fanno dieci anni, quando entrai solennemente in Capizzone.

«Teodoro Dolci.»

Credereste, lettori? Teodoro Dolci, malgrado l'irresistibile eloquenza del suo programma, non fu eletto deputato. Ortensia, attribuendo la mala riuscita di quest'ultimo attentato alle mene del partito ministeriale, si lanciò furiosamente nel campo dell'opposizione, combattendo tutti i ministri da Cavour a Ricasoli. Nel circolo degli Idrofobi, da lei recentemente istituito, ove convengono il martedì ed il sabato tutti gli indebitati a discutere di politica, la moglie di Teodoro Dolci predica contro i ministri, e giura che l'Italia non potrà mai esser libera completamente fino a quando le redini del governo non vengano affidate all'energico nipote di don Dionigi Quaglia.

Non ridete, o signori, delle strane pretese di madonna Ortensia. Quanti che oggi inveiscono contro la patria ingrata, e come cani rabbiosi mordono le calcagna agli uomini più benemeriti della nazione, furono, come il nostro Teodoro, eroi per caso e martiri della propria nullità!

FINE.

Il Diplomatico di Gorgonzola.

CAPITOLO I. Il ritorno del volontario.

«È il 15 settembre del 1859... Eccomi di bel nuovo a Milano! quale cangiamento! qual vita novella! quale agitazione! Tutti i volti son lieti, le fisonomie animate... Nelle strade si cammina più speditamente; si ciarla a voce alta, si grida, si canta, è una vera baldoria. Le speranze dei Milanesi furono esaudite; il voto di tanti anni è compiuto: i Tedeschi hanno fatto un bel passo innanzi verso il loro paese nativo. Un altro passo ancora, e buona notte per sempre!