Così innalzava io al cielo i miei cupi lamenti, nè mi pareva d'esser empia per ciò.

Quel libro, insino dal terzo capitoletto, mi spiegò il mistero del dolore, del male, in fine, sulla terra, che m'era stato fino a quel punto inesplicabile. Me lo spiegò, per verità, con un altro mistero; perchè io non potetti comprendere perchè il fallo di un altro che me si fosse dovuto trasfondere per tante migliaia di secoli e di generazioni insino a me, che forse non l'avrei commesso. Ma già quel piccolo trattatello di cosmografia m'aveva mostrato che tutto era mistero nell'universo; e poichè la mente umana non è infinita, e che di mistero in mistero pure l'è forza di fermarsi alla fine in uno, io non solo perchè già per religione era anticipatamente risoluta d'acquetarmi in quello, ma anche per ragione alla fine mi v'acquetai. E sentendomi tanto più infervorata di correre il cammino della scienza per il quale m'ero messa, quanto ne divenivo più mesta, giudicai che forse quel mistero significava essere inevitabile alla natura umana di stendere volonterosa la mano a quel pomo che chiude in se il seme della sventura.

Persuasa, dunque, del trasfondersi e tradursi della colpa da padre in figliuolo, io corsi tutto il vecchio testamento, e mi fu vista la terra, accolto il seme del male nel suo seno fecondo, divenire ogni dì più pregna di colpe e di dolore, e partorire alla fine un orrendo mostro, la schiavitù del genere umano. E questa visione m'aperse il cuore ad accogliere l'altro mistero del Creatore misericordioso alla sua creatura, che s'incarna in quella perchè egli solo, onnipotente nel suo dolore, poteva bastare al tanto ch'egli stesso domandava a liberare il genere umano, e Maria partorì, e Cristo uccise la schiavitù sulla terra, e chi tenta di risuscitarla, fa contra Cristo.

Così lessi il nuovo testamento; e seguendo Gesù, salsi il monte, e pendetti dalla sua bocca, ed egli disse:

Gli antichi v'hanno insegnato che non dovete uccidere. Io v'insegno che chi s'adira solo contro il fratello, è reo.

Gli antichi v'hanno insegnato che non dovete spergiurare. Io v'insegno che non dovete nè pure solo giurare; ma dire: è, non è.

Gli antichi v'hanno insegnato che dovete amare gli amici e odiare i nemici. Io v'insegno che dovete amare i vostri nemici; perchè siete tutti fratelli e figliuoli di un solo padre.

Gli antichi v'hanno insegnato che occhio per occhio, e dente per dente. Io v'insegno che se il vostro fratello v'ha ferito da un fianco, che voi gli mostriate l'altro ignudo. Perchè se voi non perdonate al fratello, Iddio non perdonerà a voi.

Gli antichi v'hanno insegnato che dovete far la limosina. Io v'insegno che dovete farla di nascosto, che la vostra sinistra non sappia quel che la destra diede.

Gli antichi v'hanno insegnato che dovete orare, e digiunare. Io v'insegno che dovete orare in segreto e brevemente, e digiunare in modo che tutti vi stimino satolli: se no, imiterete i pagani.