«Considerando che per l'improvvisa assenza dell'Autorità politica viene di fatto ad aver pieno effetto il Decreto 18 corrente della Vice-Presidenza di Governo, col quale s'attribuisce al Municipio l'esercizio della Polizia, non che quello che permette l'armamento della Guardia Civica a tutela del buon ordine e difesa degli abitanti, s'incarica della Polizia il signor dottor Giovanni Bellati, o in sua mancanza il signor dott. Giovanni Grasselli Aggiunto, assunti a collaboratori del Municipio il conte Francesco Borgia, il generale Lecchi, Alessandro Porro, Enrico Guicciardi, avvocato Anselmo Guerrieri e conte Giseppe Durini.
«Casati, Podestà.
«Beretta, Assessore.
Il Municipio ha già decretato lo scarceramento dei detenuti politici, che avrà luogo immediatamente.
«Casati, Podestà.
Gli uomini d'azione del quartier generale rivoluzionario, vedendo con mal occhio quel modo così pauroso di agire e di esprimersi in faccia al pericolo, raccolti in altra stanza per creare il Consiglio di Guerra proposto nella precedente notte, tutti affidarono a Cattaneo la scelta degli uomini sulla lista preparata dai votanti: egli allora ritenne i primi quattro inscritti (ne' quali era egli pure) come costitutori di quel Consiglio, e, tirato un tratto di penna sugli altri nomi, scrisse in testa al foglio: Consiglio di Guerra composto per ora dei primi quattro inscritti. Deliberossi poscia di non assumere alcun colore repubblicano nè monarchico, onde rimuovere qualunque occasione di dissenzione fra i cittadini, ma di porre in fronte a tutti gli atti: Italia Libera.
Primo compito del Consiglio fu di collegare tra loro gli sforzi tutti della città ad un concetto unico, armonico, concorrente ad un piano generale. Costituito così quel Consiglio, esso si consacrò immediatamente al lavoro con infaticabile zelo.
Passiamo al campo di battaglia.
All'alba la confusione regnava nel palazzo reale: il presidio che vi si trovava, e con esso molte famiglie, dietro avviso di Radetzky si disposero ad effettuare una ritirata in Castello, preceduti dal generale Ratt. Il popolo diede addosso alla truppa che si ritirava, e, veduto che un corpo di guardie di polizia era penetrato nel palazzo abbandonato dalla truppa, irruppe egli pure nel palazzo. Le guardie, spaventate dalla furente invasione, si nascosero in una cantina. Il popolo si diede a frugare per ogni banda, per ogni sala, cercando in esse delle armi; ma non vi trovarono che venti alabarde dei trabanti. Le guardie vedendo che a momenti poteva scoprirsi il lor nascondiglio e riuscire impossibile qualunque difesa, dietro suggerimento del parroco e del tesoriere di Corte salirono dalla cantina e deposero le armi.
Nelle infermerie del palazzo eranvi molti feriti abbandonati dalla truppa nella lor disordinata ritirata: essi temettero per un istante di lor vita e si nascosero sotto i letti; ma il popolo, fiero nella pugna quanto generoso nella vittoria, li assicurò che niun male sarebbe stato a lor recato, ed anzi li fece scortare all'ospedale, preceduti da un vessillo coll'iscrizione: Rispetto ai feriti.