Comitato di finanza

(Casa Taverna)

Membri, Alessandro Litta Modignani—Gaetano Taccioli—Cesare Clerici.

Correndo poi voci che l'Austria avesse spediti emissarii nell'interno della città sotto mentita veste; ed anzi sussurrandosi ch'essa, fabbra d'astuzia e nell'ingannare accorta, avesse voluto usufruttare del sentimento religioso che animava le masse insorgenti (che prendevan quasi a parola d'ordine il nome del pontefice Pio IX) ed avesse spediti in città emissarii travestiti da sacerdoti, il Comitato di guerra pubblicò il seguente manifesto

«Cittadini

«Viene riferito che alcuni travestiti da prete siano esciti dal Castello. Se ne dà notizia perchè si vigili, e ad un tempo stesso perchè i nostri buoni sacerdoti ci rendano il servigio di dare pronti schiarimenti quando ne vengano richiesti.

«La spada del maresciallo Radetzki, la spada di sessantacinque anni, che fu tinta nel sangue de' nostri fratelli, è nelle nostre mani; nuovo pegno per ora della nostra vittoria, sarà balocco ai nostri fanciulli[22].

«Sessanta Croati finiti dalla fame sono venuti ad implorare la nostra pietà. Eroi nella pugna, noi siamo e saremo generosi nella vittoria. Tutti i molti prigionieri che si sono arresi sono da noi trattati come vuole l'onore italiano.

«Viva l'Italia—Viva Pio IX

«Dal Comitato Centrale di Guerra in casa
Taverna, 22 marzo 1848.»