Durante il giorno la caserma di S. Vittore era stata pur presa dal popolo. A porta Romana il rapporto del capo-posto del Corpo di Guardia del palazzo di Giustizia notiziava il Comitato di guerra che nel borgo di P. Romana (ora corso di P. Romana) un drappello di fanteria austriaca verso le 10 ore pom. di quel giorno, dopo aver cannoneggiata la casa N. 4556, l'avea invasa e saccheggiata.

Ma il punto principale del combattimento era a porta Tosa. Un avviso al Comitato faceva conoscere alle ore 12 essere arrivata in quel momento la sola macchina a vapore da Treviglio;—che una compagnia di linea si era diffilata sul bastione, dirimpetto alla Passione, facendo fuoco dalle scarpe di quel baluardo;—annunciavasi l'accanimento della lotta a porta Tosa, e si chiedevano rinforzi;—che da porta Vercellina (ora porta Magenta) molte truppe concentravansi in Castello (ed erano quelle della brigata Maurer, come si seppe di poi, che ritornava dalla frontiera piemontese), e che temevansi quindi sempre nuovi rinforzi ai Tedeschi.

In vero il combattimento a porta Tosa era vivissimo: era quello il punto decisivo della battaglia fra la democrazia e l'assolutismo:—fra un popolo ed un imperatore:—fra il diritto e la prepotenza. In quel punto l'accanimento della zuffa era estremo: l'impeto con cui dal popolo si attaccava era irresistibile, quanto immensa dimostravasi la ferocia delle milizie imperiali, già prepotenti per sè, eccitate ora al sangue dai loro superiori, inferocite dalla terribile resistenza e dalla sconfitta che loro toccava su ogni punto. In questo luogo più che altrove il cannone e le bombe mitragliando e bombardando, portavano lo sterminio fra i combattenti, la rovina nei caseggiati. Dove potettero penetrare gl'imperiali, là non mancavano nè il saccheggio, nè l'assassinio, nè peggiori crudeltà, nè l'incendio: era lotta di belve: era satana che si rivoltava contro il cielo: era l'agonia del dispotismo che tentava gli ultimi sforzi del moribondo!

Verso le ore 4 e mezzo pomeridiane l'ultima casa vicino al dazio di porta Tosa fu incendiata: alle 5 e mezzo un battaglione di granatieri accorreva da porta Orientale a soccorrere porta Tosa: il seguente rapporto era fatto a quell'ora:

«Al Comitato di Guerra

«Siamo all'ultima casa presso la P. Tosa. La nostra bandiera vi sta già sventolata.—Siamo molti e determinatissimi. Una linea de' nostri occupa le case del corso sino al ponte. Avremmo già vinto, se un poderoso rinforzo di linea e di cannoni non fosse in questo punto arrivato. Mi si dice che scarseggiano molto le munizioni da fucile. Mandatene. Vinceremo o moriremo.

«Luciano Manara.»

Alla sera trasmettevasi questo altro rapporto, che noi riproduciamo, perchè riteniamo dare maggiore autorità alla nostra storia con documenti ufficiali, che non colle vaghe notizie che vennero raccolte in momenti di confusione, di concitazione morale e d'impossibilità di appuramento de' fatti e della colleganza fra loro.