BENABBIO — PIAZZA E FIANCO DELLA CHIESA. (Fot. Pellegrini).
Benabbio è un borgo importante, ove il soffio del progresso è giunto colla istituzione di una scuola agraria, di una biblioteca circolante, di una scuola di musica. La chiesa principale, dedicata all'Assunta, è assai interessante. Come appare dall'esame delle varie sue parti e come si rileva da alcune iscrizioni, fu costruita in tre epoche diverse: la parte centrale, nel 1338; le altre, respettivamente, nel 1529 e nel 1534. Nel seicento, fu, secondo il solito, guastata e ritinta, e venner chiuse le luci di varie finestre. Il coro vi è stato aggiunto da pochi anni. La chiesa, a tre navate, possiede un pregevole trittico (sec. XV), rappresentante la Vergine, il Figlio e quattro Santi, e una tela raffigurante la Madonna dei dolori, tela che ha una ricca cornice dorata e scolpita, del secolo XVII, di scuola toscana. Meritano pure di essere osservati: il Fonte battesimale col suo caratteristico bassorilievo in cui è figurato il Battesimo di Gesù e colla bella cancellata quattrocentesca in ferro battuto, a quadrilobi, riadattata per questo luogo forse posteriormente: inoltre una croce processionale in argento e due statue scolpite in legno della fine del XIV secolo, rappresentanti l'Angelo annunziatore e la Vergine; quest'ultima danneggiata perchè ridotta in progresso di tempo a «manichino». Per l'antichità dell'architettura sono anche notevoli: la piccola chiesetta che s'incontra prima di arrivare al paese, e l'altra della Compagnia della Vergine che ha un discreto dipinto rappresentante la Madonna col Bambino.
BENABBIO — CHIESA DELL'ASSUNTA. STATUA IN LEGNO DELL'ARCANGELO GABRIELE (SEC. XIV) — STATUA IN LEGNO DELLA VERGINE (SEC. XIV).
Dal paese si può ascendere fino al così detto Castello, i cui ruderi cingono ora la chiesa di S. Michele, ove è il ricordo delle numerose vittime che anche in quei luoghi fece nel 1855 il cholèra. Il Castello era stato costruito dai Lupari, signori di Benabbio, dei quali fu Luparo Lupari, poeta, amico di Castruccio Castracane, che lo aiutò a riconquistare il potere toltogli nel 1306 dai Guelfi; ma poi lo destituì, geloso della supremazia che esercitava sul popolo. Veramente mirabile è lo spettacolo che da quell'altura si gode, potendo l'occhio abbracciare una vasta serie di montagne e di valli e posarsi su ben venticinque paesi, bizzarramente sparsi all'intorno. Sullo stesso monte di Benabbio, più in basso, è il Belvedere, donde è stata recentemente derivata, pei Bagni di Lucca, una conduttura di purissima acqua potabile. Né molto lontano, ma sopra diversa montagna, è il paese di Brandeglio, sulla piazza del quale è un oratorio con lavori in bronzo molto apprezzati. La chiesa ha un bel quadro rappresentante l'Assunta, attribuito allo Zacchia, una croce col Cristo, tutto in massello d'argento squisitamente lavorato. Per andare a Brandeglio dai Bagni di Lucca si passa dinnanzi a Villa Diana, così chiamata dal torrente che la fiancheggia precipitando in una spumeggiante cascata. Ivi abitò, nel 1866-67, il conte Teleky, esiliato dall'Austria, che la rese centro politico e luogo d'incontro de' suoi partigiani, che di là corrispondeva con Garibaldi, con Victor Hugo, con Kossuth, e che poi, com'è noto, combatté a fianco dell'eroe di Caprera contro gli Austriaci per l'indipendenza d'Italia.