e abitazioni dei Bagni di Lucca «sono situate in un villaggio circondato da alte montagne, o sono assise su l'una di queste montagne, non lungi dalla sorgente principale. Un gruppo pittoresco di case guarda la vallata incantevole. Ma ve ne sono alcune solitarie, sparse su pei declivî, alle quali bisogna arrampicarsi penosamente traverso a vigne, mirti, caprifogli, allori, olivi, geranî e altri fiori e piante nobili, vero paradiso selvaggio. Io non ho mai veduto più incantevole vallata, soprattutto quando dalla terrazza del Bagno superiore s'immerge lo sguardo giù nel villaggio. Si vede il Ponte che passa sopra un piccolo fiume chiamato Lima, che, dividendo in due parti il villaggio, si precipita ad ogni estremità in piccole cascatelle su massi di roccia e vi fa gran chiasso, come se volesse dire le più leggiadre cose e la sua voce fosse incessantemente coperta dal molteplice cicaleccio degli echi.

ENRICO HEINE.

«L'incantesimo massimo di questa vallata sta senza dubbio in ciò, ch'essa non è troppo grande né troppo piccola: che l'anima dello spettatore non si sente punto violentemente strappata, ma ch'essa, invece, può riempirsi del delizioso spettacolo. Le stesse cime delle montagne, come in tutta la catena degli Appennini, lungi dall'essere sfigurate in frastagliamenti grotteschi come le caricature di montagne che troviamo in Germania, altrettanto spesso quanto le caricature di uomini, si svolgono per lo contrario in forme arrotondate e verdeggianti, che sembrano esprimere una civiltà artistica e armonizzano melodiosamente col pallido azzurro del cielo.»

CARTA TOPOGRAFICA DEI BAGNI DI LUCCA. (Da una vecchia stampa).

Così, mescendo sempre il suo sarcastico humor al palpito che tanta bellezza di natura destava nel suo cuore d'artista, scriveva, de' Bagni di Lucca, Enrico Heine nei suoi Reisebilder. E acutamente, da osservatore profondo, poneva in rilievo la ragion vera della loro bellezza resultante dall'armonica proporzione di tutte le parti concorrenti a formare il quadro, né troppo grande né troppo piccolo ed esprimenti quasi una civiltà artistica.

Così, nel seguente capitolo dei suoi Reisebilder, egli affermava che in Italia la natura è piena di passione come il popolo stesso. E certo all'indole peculiare e caratteristica del popolo nostro toscano ben sembra conformarsi e rispondere il paesaggio dei Bagni di Lucca. Non qui la grandiosità della natura selvaggia come nei borghi alpini bianchi e scintillanti di neve: non qui le desolate e pur suggestive pianure della campagna romana: non qui i parchi e i giardini pieni di aranci e di rose onde s'allietano le campagne del Napoletano e della Sicilia. Qui la semplice e pura eleganza naturale del paesaggio toscano, colle montagne lussureggianti di verde, coi colli dal dolce declivio, colle valli solcate da freschi ruscelli d'argento, colle praterie erbose, coi viottoli romiti, colle aiuole coltivate; qui un succedersi di bozzetti leggiadri, di amene vedute, di combinazioni di luce e di prospettiva, come scriveva a proposito di questi luoghi Giuseppe Giusti, da incantare pittori e non pittori, purché abbiano occhi da vedere e animo che accompagni la vista.