Le naturali bellezze e l'efficacia curativa delle acque termo-minerali che vi si trovano, dettero ai Bagni di Lucca molta rinomanza fino da tempi antichissimi. Ché se mancano documenti comprovanti la tradizione che fossero noti ai Romani e che vi soggiornasse perfin Giulio Cesare, certo è che nel medio evo se ne diffuse largamente la fama e che godettero successivamente un lungo periodo di celebrità mondiale.
IL BAGNO ALLA VILLA. (Da una vecchia stampa).
Il primo documento finor conosciuto, nel quale si faccia menzione di questi luoghi, è una pergamena del 983 esistente nell'Archivio arcivescovile di Lucca, relativa a un livello che ne formò il vescovo Teudogrimo, nominandone visconte un certo Fraolmo.
Ma la vera celebrità dei Bagni di Lucca comincia al tempo della Contessa Matilde: la quale per agevolarne l'accesso ai numerosi infermi che vi si recavano, specialmente dalla parte di Lombardia, fece costruire, probabilmente nel 1101, in sostituzione del vecchio ponte a Chifenti, quell'arditissimo e meraviglioso Ponte detto alla Maddalena che è comunemente conosciuto sotto il nome di Ponte del Diavolo. Esso rientra, veramente, nella circoscrizione territoriale del Borgo a Mozzano; ma poiché tocca quasi il confine dei Bagni di Lucca, dal lato inferiore, e forma a questi l'accesso dalla Garfagnana, gioverà ricordarne anche qui la leggenda, quale fu narrata da un contadino a Giuseppe Giusti che così la riferisce in una sua lettera ad Andrea Francioni, da Pescia: «Raccontano che san Giugliano, quando fece il Ponte, per finire quest'arco chiamò quell'amico e gli disse che l'aiutasse: ma chi sa poi se è vero?... Perché no? Dunque? Chiese aiuto al... gli chiese aiuto (qui ci accorgemmo che il buon uomo aveva scrupolo a nominare il Diavolo) e gli promesse la prim'anima che ci fosse passata su. Quando fu finito, san Giugliano, per canzonarlo, di laggiù di fondo aizzò un cane e poi gli tirò una stiacciata su per il ponte: il cane corse dietro e qui, dove tocco col piè, agguantò la stiacciata: quello che stava a vedere chi passava il primo, subito gli dà addosso, e quando trovò ch'era un cane invece d'un cristiano lo prese, lo scaraventò con tanta rabbia in terra che sfondò qui, passò di sotto. Ma non sarà vero: lo dicono, ma chi c'era allora?....»
IL BAGNO CALDO (Da una vecchia stampa).
Il Ponte che, come dice il Tegrimi, fu già magnificamente et con lavoro bellissimo fabbricato da quella nobilissima donna Matilde, venne più tardi, perché indebolito et guasto dalla vecchiezza et dal tempo, restaurato per opera di Castruccio Castracane e venne poi, recentemente.... guastato per opera degli ingegneri che costruirono la ferrovia Lucca-Bagni di Lucca e che non si ritrassero dallo smozzicarne una fetta!