Nell'anno 1245, secondo che attestano il Dalli, nella sua manoscritta cronaca di Lucca, e il Civitali e il Bendinelli e il Sesti ed altri annalisti, si recò ai Bagni di Corsena (come allora chiamavasi tutto il paese, mentre oggi il nome di Corsena è rimasto solo ad una sua parte) l'imperatore Federico II con largo seguito e vi si trattenne più giorni. Pare che in quella occasione il Comune di Lucca, impressionato per la venuta del potente imperatore e sospettando in lui disegni di conquista a' suoi danni, ordinasse la frettolosa demolizione di un Castello che si ergeva sulla vetta del Colle, Castello che fu poi ricostruito e poi nuovamente e definitivamente abbattuto nel 1345.

LE DOCCIE BASSE. (Da una vecchia stampa).

Cresceva frattanto e sempre più si diffondeva la fama delle virtù curative del Bagno a Corsena: e nel 1284 ne faceva menzione Guido da Corvaja nelle sue Cronache pisane, dalle quali si rileva che allora usavasi cominciare la bagnatura a' primi di marzo per la credenza che nella notte antecedente al primo venerdì di quel mese un angelo scendesse a benedir le sorgenti: e nel 1291 si costituiva la consorteria Capitanei societatis sociorum balneorum dictorum de Corsena, la quale sponte et concorditer pro remedio et salute animarum eorum sociorum cedeva a Jacopo detto Puccio, fabbro, cittadino lucchese, un appezzamento di terra in vicinanza dei Bagni per costruirvi un ricovero per gli ammalati poveri, bisognosi di curarsi con quelle acque. In quel tempo le sorgenti appartenevano alla Repubblica di Lucca che, sebbene cum multa angustia, le aveva acquistate per il prezzo di L. 4000.

Puccio, nominato custode dei Bagni, vi spese attorno molteplici diligenze e premure: li arricchì di nuovi fabbricati, ne restaurò le vasche, ne disciplinò il servizio e fece anche edificare a sue spese la chiesa di s. Martino, al Bagno Caldo, anc'oggi esistente.

Le agitazioni guerresche e politiche che sconvolsero nel medio evo tanta parte d'Italia, si ripercossero naturalmente anche sulle vicende delle Terme lucchesi e il Comune de' Bagni ora fu indipendente, ora fu assoggettato alla Repubblica di Lucca, ora dai governanti fu trascurato, ora invece favorito e protetto. Peraltro, anche fra tanto mutar di vicende, le Terme conservarono la loro fama. Succeduto al tirannico governo dei Faggiolani quello di Castruccio, furono da lui fatti costruire i ponti di Fornoli, di Serraglio e di Palmaja, e fu fatto restaurare quello alla Maddalena o del Diavolo.