Ma osserviamo senz'altro il Duomo. — Questo mirabile edifizio, annoverato tra i monumenti nazionali, fu costruito a più riprese, dal secolo XII al sec. XVII, sopra una più antica chiesa. Il Muratori cita, in proposito, una pergamena del 913 in cui è fatta menzione del Duomo di Barga. Esso è in travertino ed ha sul davanti una scalinata di sei gradini. La facciata attuale, semplice e nuda, — già fianco sud della chiesa del XII sec. — non ha altra ornamentazione se non quella di una doppia serie di archetti a sesto intero (fuorché uno a sesto acuto, posteriormente sostituito all'antico) ricorrenti sotto il cornicione e aventi nei capitelli varî disegni di animali e di figure umane. Nel mezzo si apre la porta maggiore, alla quale sovrasta un arco scolpito a foglie d'acanto, con un architrave a basso rilievo recante grappoli d'uva e due uomini intenti a coglierla. La porta è fiancheggiata da due colonne: al sommo di esse si affacciano due leoni, uno dei quali rotto, l'altro recante tra le gambe una figura umana.

BARGA — DUOMO: L'ANNUNCIAZIONE E IL PRESEPIO. PARTICOLARE DELL'AMBONE (SEC. XIII). (Fot. Alinari).

BARGA — DUOMO: L'ADORAZIONE DEI MAGI. PARTICOLARE DELL'AMBONE (SEC. XIII). (Fot. Alinari).

L'interno della chiesa è a tre navate, sostenute da colonne con archi a sesto intero e diviso in due piani, uno superiore ed uno inferiore. La luce discende nel tempio da strette e lunghe finestre, per le quali filtra tenue, soave, diffondendosi con mistica dolcezza all'intorno. Il Duomo di Barga contiene varie pregevoli opere d'arte. Senza soffermarmi su quelle di minore importanza, come l'affresco rappresentante santa Lucia, notevole del resto per la antichità, come il quadro dell'Annunziata, attribuito a Federico Zuccari e come altri quadri, tra' quali: una grande Crocifissione su tavola sagomata (sec. XIV), una interessante tavola del XVI sec. coi tre santi Rocco, Giuseppe e Antonio e nel fondo la veduta dell'antica Barga, una bella Deposizione di Cristo, del 1600, firmata da Giovanni di Francesco Bizzelli, pittore fiorentino, discepolo di Alessandro Allori, una Decollazione di s. Giovanni, dipinta nel 1626 da Baccio Ciarpi discepolo di Santi di Tito, il san Niccolao vescovo, il san Pietro, la Madonna del Rosario in parte dovuti pure al pennello del Ciarpi, sino alla gigantesca figura di san Cristoforo di Niccolao Landucci da Lucca — tavole e tele sparse nelle varie cappelle — ricorderò ora quelle opere che sono veramente degne di particolare menzione.