In tutte le arti si avvertono agevolmente gli stessi fenomeni: a un primo periodo di classica purezza ne succede uno di maggiore sviluppo espressivo e sentimentale nel quale già si annunziano i segni del decadimento che si manifesterà poi nel terzo periodo. Al secondo di tali periodi appartiene l'arte di Giovanni Della Robbia, il quale avviva le opere sue colla ricchezza della fantasia, col calore del sentimento, colle gradazioni e colla varietà dei coloriti, ma anche le intèsse di complicazioni e di artificî per cui vanno gradatamente allontanandosi dalla primitiva purezza dell'arte accogliendo i germi della prossima decadenza. Ad ogni modo questa Natività è veramente mirabile per la intensità di sentimento e di fede che vi è trasfusa, come per la sua potenza espressiva. Riferisco, né potrei far di meglio, quanto ne scrive il Reymond. «L'opera è squisita per sentimento: la Vergine che si piega verso Gesù Bambino è un'ammirevole figura esprimente tutte le gioie dell'amor materno. I Santi che circondano la culla, s. Girolamo e s. Francesco, sono di un sentimento meno ascetico che nelle opere di Andrea, di forme meno scarne e, come la Vergine e s. Giuseppe, recano sui loro volti l'espressione del più tenero amore. La parte superiore della composizione è ornata di teste di Cherubini e di figure d'Angeli disposte con una vera intuizione del sentimento decorativo». Aggiungerò che questa parte superiore del quadro acquista qualche cosa di trascendentale e di paradisiaco dalla luminosità che ne promana riversandosi in giù verso la culla del Bambino e dalla vaporosità delle figure degli Angeli volanti al di sotto di quello che reca la scritta «Gloria in excelsis Deo», in notazione musicale quadrata. Aggiungo inoltre che nella parte inferiore del quadro è rappresentata in piccolo, la Resurrezione del Cristo con ai lati figure di donne e di frati. Ad onta del giudizio del critico francese, da altri invece la Natività, data la sua fattura e la sua invetriatura, viene attribuita a Benedetto Buglioni.
BARGA — DUOMO: CALICE DEL XIV SEC. DELL'ORAFO FIORENTINO FRANCESCO DI VANNI.
Un altro bel lavoro, della bottega di Giovanni, è La Madonna della Cintola: mirabile per la ricchezza della immaginazione e per l'armonia dell'insieme. Vi campeggia la figura della Vergine raggiante di felicità in volto, circondata da piccole teste di cherubini: da presso si vedono due splendidi gruppi di angeli festosamente inneggianti colle trombe dritte e ricurve, coi liuti, coi flauti: né meno ammirevoli sono le figure di santi e di religiosi che occupano la parte inferiore e che si volgono in estasi verso l'Assunta. Al di sotto alcune figure di angeli e di frati, all'intorno un festone di foglie e di frutta compiono la decorazione della Robbiana che, per la genialità dell'invenzione, per la squisita eleganza della esecuzione, per l'effetto poderoso dell'insieme, come per la bellezza dei particolari, può ben dirsi un vero e proprio capolavoro.
Di carattere assai diverso dall'uno e dall'altro è il terzo quadro Robbiano esistente nella chiesa di S. Francesco e raffigurante, come ho già detto, il poverello d'Assisi che riceve le stigmate.
BARGA — CHIESA DI S. FRANCESCO O DEI CAPPUCCINI. LA NASCITA DI GESÙ. (BENEDETTO BUGLIONI).
Qui domina su tutte la nota del sentimento: anzi, per dir meglio, la nota di due sentimenti, quello dell'estasi dolorosa ed intensa e quello dello stupore profondo. Tali sentimenti erompono dalle due figure che campeggiano nella parte inferiore del quadro. La fisonomia di s. Francesco che, inginocchiato, presenta le mani e il costato alla miracolosa incisione, è così espressiva e così piena di angoscia rassegnata e di mistica idealità, che non si saprebbe immaginare più felice rappresentazione dell'animo suo: e piena di verità è l'altra figura, quella di Nicodemo, che, stupito pel miracolo, cade a terra pien di spavento, adoprando questa parola nel significato in cui l'usò il Petrarca nella nota canzone. Tale spavento, oltre che nella mossa di Nicodemo e in quel suo aggrapparsi alla roccia, si rivela a meraviglia negli occhi di lui, mentre, singolare contrasto, pieni di dolcezza e di estatiche visioni son gli occhi di s. Francesco, rivolti al Cristo che gli appare, crocifisso, dall'alto. Il resto del quadro vale a compier l'ambiente: figura un bosco, con casette sparse qua e là e con alcuni animali. Nel gradino inferiore si vede la Madonna col Bambino, e verso lei volgono, d'ambo i lati, angeli e devoti le mani giunte con vivo fervore. Attorno al quadro corrono una ghirlanda di alati cherubini ed una di fogliami e di frutta. È lavoro che ricorda la maniera di Santi Buglioni.