ALBIANO — VILLA MORDINI.

Ho lasciato per ultimo Castelvecchio, perché questo villaggio ha acquistato notorietà da quando divenne residenza preferita di Giovanni Pascoli. Anche Castelvecchio, come Tiglio, si divide in due frazioni: Castelvecchio di sopra e Castelvecchio di sotto. Nel primo si vede ancora un'antica torre quadrata, con feritoie e altissime porte, oggi chiuse. Anche di altri fortilizî si incontrano qua e là alcuni resti. La chiesa non ha grande importanza, sebbene l'architettura non sia di cattivo stile. Castelvecchio di sotto non ha invece alcuna traccia di opere militari e sembra che, anche nei tempi passati, fosse, più che altro, centro di fiorenti commerci.

BARGA (DINTORNI) — CASTELVECCHIO.

Chi, traversando castagneti rigogliosissimi e praterie fiorite e ubertosi vigneti, salga pei ripidi viottoli che menano su a Castelvecchio, vede, dal basso, biancheggiare al sole una casa che, a mano a mano va perdendosi tra il folto degli alberi, per poi scomparire del tutto, divisa dalla via per mezzo di un orto e circondata da case coloniche. È quella la villa ove abitava il poeta che cercava in quei monti, in quelle selve, in quei viottoli, le sue ispirazioni e che tendendo di lassù l'orecchio al lontano e misterioso rumoreggiare del Serchio, cantava:

O Serchio nostro, fiume del popolo!

Tu vai sereno, come un gran popolo,

Lasciate le placide cune,