Vari sono, per altro, gli scrittori commendevoli, che tentarono sovente di scavare questo dilicato soggetto da' suoi più reconditi fondamenti: io discuterò dunque le loro idee, analizzerò i loro pensieri, non già col fervido entusiasmo di un zelante apologista di prestigj tradizionali, ma colla genuina franchezza di un filosofo amico de' suoi simili, di un apostolo della ragione, che ad altro non aspira, pubblicando in questa giorno un opera sì utile, e sì urgente, che ad illuminare da una parte le menti ottenebrate dell'illuso giudaismo, e a distruggere dall'altra quelle menzogne degradanti che parvero confederare contro i miseri avanzi del popolo d'Israel, fino anche i più decisi partigiani della tolleranza, trascinandogli anche sovente ad obbliarne i principj, a calpestarne i doveri, alloraquando impresero ad agitare la causa risguardante questa oppressa, e derelitta nazione.

Quindi se io pervengo a condurre di tale, maniera lo spirito religionario degli uomini, ho fondato motivo di lusingarmi di potere anche ridurlo ad abdicare quelle vane chimere che lo soggiogarono per sì lungo tratto di tempo, e che formarono la sorgente venefica dove il genere umano attinse tutte le sue più deplorabili sciagure.

Ma prima di ogni altra cosa, io credo mio essenziale dovere di prevenire il mondo illuminato, non essere quì mio scopo di divertire il cuore umano con fantastiche immagini, che al solo romanziere bizzarro, piuttosto che al filosofo ragionatore convenevoli si rendono; e molto meno astrignerlo pretendo con linguaggio artifizioso ad asserire, ciò che in altro modo ei ripugnasse di adottare: la nitida semplicità dovrà sempre quì precedere l'espressione sentimentale dei miei pensieri, i quali se riportati non verranno con un eleganza di stile che rapisce, posso d'altronde assicurare che fregiati essi tutti saranno della semplice verità che persuade, senza livore, e senza prevenzione; ciò che al disopra di tutt'altro ornato è assolutamente necessario, trattando una materia dilicata qual'è quella di cui ora ci occupiamo, che ha più duopo di giuste idee, di esatti sentimenti, che di un mendicato atticismo di vocaboli, o di traslati pensieri, onde potere con amplia cognizione di causa pervenire a conoscere lo stato delle vicende presenti, per farne l'adeguata comparazione con quelle, che le inopinate crisi avvenire offrono sovente allo sguardo indagatore del filosofo, ed alla irrequieta fantasía del politico: egli è dunque così che noi potremo allora, senza taccia di temerità, lanciare i nostri liberi giudizj sul remoto avvenire, ed arbitri ancora pronunziarne i destini.

Frattanto io domando un indulgenza estrema non meno per ciò che ho fin quì detto, che per tutto quanto io dispongomi a dire, se io non tratto queste materie interessanti con tutta quella filosofia, e quel criterio che esigono, ciò si potrà forse attribuire alla deficienza de' miei lumi, ed alla modicità de' miei talenti, ma se io poi non le ragiono, secondo l'aggradimento uniforme di tutte le nazioni, ed in particolare dell'Ebrea che ne occupa la più estesa parte, ciò ripetere da me certamente non si dee, ma dalla sola intima natura delle medesime, le quali non sono ad altro fine dirette che ad emendare gli smarrimenti delle une, e a distruggere le stravaganti opinioni dell'altra; insomma ad illuminarle tutte, per quanto mi sarà possibile, ed a ricondurle nel perduto sentiere della ragione. Or quegli avvertimenti che tendono a correggere l'errore, a dissipare le tenebre dal mondo, possono essere giammai dell'aggradimento universale di quelli, che già infetti dal morbo letale della menzogna, hanno duopo di correzioni, e di lumi? Ciò che reca giovamento l'esperienza ci dimostra che rare volte diletta. Ben lontano per altro io sono dall'esigere, in verun modo, che si abbia per i miei sentimenti la benchè minima favorevole prevenzione, io eccito, al contrario, i lettori di quest'opera di avere in me così poca fiducia come io ne ho avuta negli altri. La sola ragione essendo un dono accordatoci dal Supremo Creatore dell'essere nostro per condurci nell'instantanea carriera di nostra vita, io gli esorto a farne uso immediato, e costante; questo è il solo mezzo il più utile, e il più sicuro per conoscere la verità, e per trarne que' vantaggi che aspettare ne possiamo. Ma comunque sia, io protesto davanti l'Essere Supremo, ed in faccia a tutti i popoli della terra, che non già vile sentimento di detrazione, non avidità di gloria, non cupidigia di utile, od altro scopo venale riprovabile del pari, mi fecero determinare a tessere quest'opera, ma l'amore fraterno che ho sempre nutrito per tutti gli esseri della mia specie; i solidi, e perenni vantaggi de' miei troppo ingannati connazionali; il desiderio intenso di combattere l'errore col brando inespugnabile della ragione; e la vera felicità, inultimo, degli stati colti, e tolleranti, così che la gloria, e il decoro degl'illuminati Sovrani che gli governano.

Or traendo quest'opera la sua originaria sorgente da sì limpido fonte, retta da sì equi sentimenti, e guidata da principj cotanto sani, ed inconcussi, potrei sospettare giammai con fondamento che alcuno vi fosse di sì stupido criterio, in cui preponderando e impulso più forte gli esecrabili prestigj del fanatismo a' miei giusti ed amichevoli suggerimenti mi riguardasse come audace. od importuno, ovvero come i settarj dicono volgarmente, un apostata, un Deista? Eh! che tali attributi reperibili sovente nella bocca di chi non ne comprende il vero senso, non avranno mai efficacia bastante a formalizzare un integerrimo fautore della verità, dalla quale non seppe mai dileguarsi, malgrado che a caro prezzo azzardasse qualche volta di esternarla, e che non si prefigge altro disegno che il miglioramento durabile degli esseri della sua specie. Nulla mi cale per tanto che ciascuno pensi come più gli aggrada per rapporto al sistema di religione addottato da me; che l'ebreo talmudista lo condanni, che lo abomini il cattolico, e che tutte le altre sette la ripugnino, ma frattanto il sensato filosofo lo approva non solo, ma lo segue, lo pratica egli stesso, e lo commenda; a lui unicamente io me ne appello, ed a questa sola classe benemerita del mondo ogni mio pensiere consacro, l'estremo destino del quale, non già dall'insano giudizio del volgo, ma dall'illuminato discernimento di essa onninamente dipende. Ben contento di poter dire col giovine Plinio: Ego enim non populum advocare, sed certos electosque soleo, quos intuear, quibus credam, quos denique et tanquam singulos observem, et tanquam non singulos timeam. Epist. XVII. lib. VII. p. 428.

Ma questa cecità universale mi lusingo che sarà bentosto rischiarata dalla fantasìa de' miei connazionali, quando a rigido esame richiameremo nel progresso di quest'opera i dogmi sopra i quali essi fondano la lusinga di una felicità imperturbabile, e la base di ogni loro ventura speme, additando a' medesimi l'infallibile sentiere che può condurli al completo acquisto di entrambe, e dove niuno fino ad ora osò giammai condurre il passo timido, e vacillante.

Quale gloria ineffabile non dovrà in ultimo risultare per il Dio di verità, osservando gli esseri umani rinunziare con arbitra resipiscenza alle insane illusioni dove sembrava che un avverso destino condannati gli avesse miseramente per sempre; e quale trofeo per l'oppressa ragione, se gli eccitamenti miei affettuosi, e sinceri saranno efficaci a dissipare dalle loro menti l'errore da cui sono abbacinate, ed a toglierli dal baratro infernale de' pregiudizj in cui andavano a precipitare inevitabilmente; e così mettere un freno alle passioni fomentate da una coscienza religiosamente criminosa, e sostenute da quelle sacre menzogne che loro fanno una guerra spietata, e con passo intrepido, e costante oltrepassare le barriere funeste che il fanatismo avea tenacemente opposte alla ragione, seguitando le vestigia invariabili che quì sono ad indicare della pretta religione, e di un giusto e ben fondato disinganno.

O popolo d'Israel! Egli è a tuo solo riguardo che baldanzoso io dispongomi ad affrontare l'improperio dell'ignoranza, e lo sdegno della superstizione: È te che io eccito a compiere i voti miei con quell'animo stesso con cui te gli offro: Egli è infine del tuo unico giovamento che io mi occupo indefesso, e di cui io formo l'essenziale, e il primo scopo di tutte le mie più serie applicazioni: ma, e quale guiderdone, in qualche modo equipollente, potrà mai sì filantropo zelo sperare da te? E che? supporre io forse dovrò che giugnere tu possa a ricusarlo senza la più reproba ingratitudine? Vorrai tu dunque perpetuare sopra la terra lo spettacolo affliggente della tua degradazione, ed essere tutt'ora, per folle arbitrio, lo scherno vile de' popoli, e la vittima sciagurata de' tuoi propri smarrimenti? Ah! che un apatìa sì macchinale supponibile certamente non è in mente umana; e ben lontano dall'opinarlo, io sono, all'opposto, convinto che un fausto giorno, senza dubbio, verrà, mentre di questo comparire già si vide la ridente aurora, in cui l'intero corpo esercente la credenza edificante di Mosè ne' quattro angoli della terra, perverrà finalmente a conoscere il valore inestimabile de' principj salutari che ne formano la base, e riguarderà come un infamia di restarne più oltre neghittoso, e indifferente, ed allora titubare più non potrà un solo istante, sotto pretesto alcuno, a riassumere fra gli uomini, per quanto è in suo potere, la condizione, i requisiti, e il grado, che la società, la natura, e la ragione gli concedono d'accordo sopra la terra, ne più reputerà come un delitto irremissibile, nel modo che fino ad oggi ei sempre fece, d'inchinare con trasporto l'orecchio per ascoltare la voce penetrante di un fautore della verità, di un suo connazionale stesso, cui, la depravata educazione, che un detestabile costume fatalmente introdusse da tanti secoli presso quel popolo, ha così pure tentato di corrompere un giorno rendendo la sua inesperta fanciullezza in egual dose infetta del morbo medesimo, che desso attualmente desola, e flagella, e quindi suscettibile per qualche tempo ancora dello smarrimento eguale di cui mirasi oggi quello predominato a tutta forza. Or dunque incauti miei connazionali! Esso vi presenta quest'opera; ardito alquanto sembrare a voi potrebbe il linguaggio di cui si serve, ma posso inoltre assicurare, senza timore d'ingannarmi, non essere quello dettato che da que' salutari principj che formarono in ogni tempo la guida fedele della sua penna, ed il più solido alimento del suoi pensieri: leggerla io v'insinuo assiduamente, ma scortati sempre da quelli, e con occhio terso dalla nube de' pregiudizj io vi eccito ruminarla; reperibili sono in essa gli antidoti, ad ogni esperimento, i più vantaggiosi, ed insieme i più opportuni all'uopo vostro urgente; vi assicuro averne fatta io stesso la più accurata esperienza avanti di conferirli a voi, e quindi sormontati da colmo a fondo tutte quelle illusioni venefiche delle quali era stata già imbevuta la mia credula infanzia, riconosciuti per me medesimo, infine, quanto si rendino colla successione de' tempi funesti per l'uomo que' panici timori, che abusando della frale instabile puerizia de' fanciulli malignamente s'incutono in quell'età dagl'impostori da' quali essa è diretta, e di cui tutte le mire non tendono, che a mantenere l'uomo sepolto nella voragine dell'inganno, ed allora mi ritrovai tutt'altr'uomo sollevato dal peso aggravante di una soma che abbatteva il mio coraggio, e ditroppo eccedente le mie forze, nella guisa medesima che or prepondera le vostre, e che vi opprime senza ombra di confronto, e senza lena. Nè altro lenitivo apprestare voi potrete con successo al crudele infortunio che vi minaccia, solo che seguitare con energìa, e con buon senso un sì efficace esempio. Possa quello essere il fausto precursore d'infiniti altri avventurati simili esempi! Possa il medesimo ritrovare nella nazione d'Israel immensa quantità di emulatori che anelino a gara di renderlo il catechismo di tutti gl'individui professanti la sublime credenza di Mosè! Egli è solo per questo valido mezzo che voi potrete superare agevolmente i moltiplici ostacoli, che opposero fino ad ora un pertinace contrasto alla politica civilizzazione de' vostri costumi, allo sviluppo delle vostre facoltà intellettuali, all'urgente rigenerazione del vostro Culto, e delle immense vostre cerimonie religiose, tiranniche, ridicole, insoffribili; nè vi lusingate di potere giugnere a vincerli giammai fino a tanto che il talismano fatale de' vostri smarrimenti franto non venga interamente da voi, a mio esempio, ed a quello memorabile di tanti che sentirono di possedere una ragione, e conobbero il bisogno pressante di fruirne, e fino che l'ignoranza, e il fanatismo, questi sovvertitori di vostra felicità, di vostra pace fugati non sieno entrambi per sempre ne' cupi abissi, donde trassero un tempo la funesta emanazione, per non più alzare la criminosa fronte, e per non infettare mai più colla loro contaminata presenza il suolo in cui l'orma di uomo calpesta, e annida.

E s'egli è vero che un epoca già fu in cui si disse Israel popolo eletto; indi Israel progenie barbara, e incolta; poscia Israel ramingo, esule, disperso; io confido che giugnere mirare potremo qual fausto tempo ancora in cui si potrà dire meritamente Israel popolo sociale, colto, e illuminato, ed il suffragio univoco delle nazioni tolleranti, e urbane di buon grado concorrendo a sanzionarlo, allora più non sarà l'Israelismo in alcun tempo soggetto sulla terra fra di esse ed altre parziali distinzioni, fuorchè a quelle che la virtù esige, che la filosofia consente, e che permette la natura fra un popolo, ed un altro, fra un ente ragionevole, ed il suo simile.

CAPITOLO I.