[(118)] V'ha inoltre chi pretende che rigettati fossero ancora i vetusti decrepiti, e quegli uomini giovani pure che non aveano prole vivente per che si supponevano crudeli, ed inflessibili a' clamori della umanità supplicante. Tre segretarj erano destinati per questo Magistrato, l'uno scriveva le sentenze di coloro che erano assolti; l'altro i decreti di Condanna, e l'ultimo registrava le vertenze delle parti querelanti; oltre a questi vi erano tre ordini di Candidati per instruirsi, ed il più anziano fra questi era chiamato a compiere le ingerenze del primo impiego vacante: alcuni assicurano, per tanto, che i giudici erano tratti da' tribunali inferiori, per che allora si supponevano periti nella difficile arte di amministrare la giustizia (mis. Tract. De Syned. T. IV. p. 228.)
[(119)] La Scrittura pare che distingua due sorte di guerre, le une erano ordinate dalla Legge, e le altre non servivano che ad aumentare la gloria del Principe, e a dilatare i Confini dello stato. Il suffragio del Consiglio era indispensabilmente necessario per le ultime, ma in quanto alle altre, siccome quelle altro non erano che un evasione precisa de' Cenni dell'Eterno, colui che era alla testa del popolo, potea prendere le armi a suo migliore piacere, fare delle leve quante sembrate gli fossero a proposito, e ciò ancora senza assoggettarsi ad altra deliberazione che a quella unicamente del suo Consiglio.
[(120)] Per viemaggiormente provare che il sanhedrim non ebbe giammai la benchè minima influenza sull'elezione de' Principi ebrei, alcuni critici rimarcano 4. maniere differenti di cui si sono serviti i Re di Giuda per montare sopra il trono della Casa d'Israel in tutto il tempo della durazione della Repubblica; cioè gli uni erano eletti immediatamente da Dio, come lo furono Saulle, e David; gli altri succedevano a' loro predecessori, come Salomone, Roboamo, e presso che tutti i Re di Giuda; i terzi usurparono lo scettro coll'intrigo, colla violenza, e colla frode, come fecero appunto Attalia e i Macabei; finalmente gli ultimi erano eletti, ed installati da Pagani nella guisa medesima che lo furono Sedacia da Nabuccodonosor, ed Erode da' Romani, senza fare detagliata menzione di tanti altri che le sacre pagine ci additano (ved. Basn. T. 2. L. I. C. 15. Becan. analog. vet. & nov. Test. C. 16. Quæst. E. opus. T. 3. p. 365.)
[(121)] Questi due vocaboli significano alla Lettera, lumi, e perfezioni, ovvero, nella guisa che gli spiegano i Settanta manifestazioni e verità; alcuni gli credono di etimologia ebraica, altri Egiziana; ma comunque sieno questi erano gli epiteti delle pietre del Razionale, che per cenno di Dio il sommo Pontefice degli ebrei dovea esserne ornato (Exo. cap. 28. v. 30.) allorquando emergeva di consultare l'oracolo Divino intorno qualche soggetto rilevante concernente l'interesse pubblico della Sinagoga giudaica, e dello Stato. Allorchè trattavasi dunque di consultare l'Urim, e Tumim, il Pontefice abigliato delle sue sfarzose vestimenta di Cerimonia, presentavasi non già nel Santuario, dove non gli era permesso di entrare che una sola volta l'anno, e questo era il giorno di Espiazione (ved. Maimon Cale Amikdash C. 10. & Jalkut fol. 248.) colà essendo in piede col volto diretto alla parte dell'arca dell'Alleanza, sula quale risedeva la presenza ineffabile dell'Essere Supremo, esso proponeva il soggetto per il quale era esso consultato. Dietro di lui, e sulla medesima Linea a qualche distanza di là, e fuori del luogo Santo eravi la persona per cui si consultava, che rispettosa, ed umile attendeva la Risposta dell'Eterno. I Rabbini tutti sono di fermo pensiero che allora il Pontefice avendo gli occhi fissi sulle pietre del razionale che portava davanti vi leggeva la Risposta dell'Eterno. Le Lettere che si elevavano fuori del loro rango, e che gettavano uno splendore Straordinario, formavano la Risposta desiderata (ved. Zohar in Exod. Jalkut ex Lib Siffrè R. Behai in Deut. C. 33. v.8.). Per esempio, David avendo ricercato a Dio, col mezzo degli Urim, & Tumim s'egli ascenderebbe con successo, in una delle Città di Giuda, esso gli rispose עלה (nghalè) ascendi; le tre Lettere ה-ל-ע di cui si compone il termine suddetto sortirono dal loro luogo, sollevandosi al di sopra delle altre per formare la parola che marcava la Risposta domandata (2. Reg. C. II. v. 1.)
Cap. XVI.
Riflessioni critiche sopra i dodici articoli indirizzati dalla Maestà dell'Imperatore Napoleone alla prima assemblea Israelitica, e da questa fatti quindi passare alla sanzione del Gran Sanhedrim, unitamente alle soluzioni analoghe date a quelli della medesima.
Si tosto che per sovrana deliberazione la prima Assemblea generale degl'individui professanti la credenza di Mosè venne convocata in Parigi, nella seconda sua seduta, l'Augusto promotore volle fare sensibilmente conoscere ad essa le sue benefiche intenzioni al solido vantaggio del popolo che veniva da essa in tale circostanza formalmente rappresentato. Eccitato da sì benemerito edificante disegno, egli fece alla medesima indirizzare le seguenti dodici questioni, affinchè a ciascuna delle quali fossero applicati da essa gli schiarimenti necessarj, onde su' quali potere in seguito fondare il vasto piano indefettibile, e permanente della Rigenerazione politico morale del popolo d'Israel; esse dunque si riducono tutte alle appresso Ricerche.