[(130)] Lo scopo primo, ed essenziale di entrambi questi digiuni non è tanto per la triste commemorazione delle perdite immense che il popolo d'Israel fece fatalmente in questi giorni, e delle orride calamità alle quali soggiacque in tal epoca funesta; quanto per l'acquisti che spera di potere farne un giorno, e per il ristabilimento del suo pristino dominio; e gl'intelligenti dell'idioma ebraico possono esattamente comprendere che la massima parte delle sacre orazioni, e delle preghiere delle quali usano gli ebrei in questi giorni, regolarmente non tende che a questo solo disegno; ciò che resterà più ad evidenza dimostrato dagli opportuni esempi che noi ci riserbiamo a riportare a tempo debito allorchè ci emergerà di riassumere questa materia per reprimere gli abusi, e rimetterla sul piede di tante altre secondo che lo esigono i nostri stabiliti principj.

[(131)] Infiniti percuotenti esempi concorrono a dimostrarci, e quello che ci offre il popolo ebreo più di ogni altro certamente che la soverchia confidenza che suole porre per l'ordinario, un popolo avvilito in certe pratiche esterne, come sarebbero preci, digiuni, e Cerimonie religiosi, che si fanno da quello tenere, come osservammo, le veci, ed il Carattere di religione, e che vi attacca per conseguenza l'efficacia la più pronta, e la più sicura, lo riduce per sino a persuadersi che Dio non occupandosi che di essa, in ricompensa dell'esercizio delle medesime opererà incessantemente de' miracoli sorprendenti a suo riguardo; ed ogni nemico il più formidabile diventerà al suo cospetto debole, ed atterrito, ed impotente a nuocerlo, o a perturbare la sua tranquillità. Abbandonato ad una tale smodata fiducia esso resta intimamente convinto, che anche immobile o inoperoso a fronte delle sue ostilità, Dio veglia sempre alla di lui valida difesa, e conservazione; ma il fatale successo non tarda in seguito a provargli, come seguì appunto agli Israeliti al tempo de' Maccabei, quanto caro gli costi una si vana speranza, e la vittoria esso diventa finalmente della illusoria Confidenza nella quale avea egli riposta la sua vera difesa, e il suo sostegno.

[(132)] Sebbene qualche volta veggiamo riuscire in tutto ciò col soccorso meramente delle sole qualità naturali, non per tanto, sembra che l'uso de' precetti oratorj sia in certa guisa molto necessario per rendersi perito quanto è duopo nell'arte del ben dire. D'altronde l'eloquenza che trae la sua sorgente dalla natura, non essendo sottoposta a prescrizione, essa lo è unicamente alla più, o meno veemenza della passione dalla quale è incitata, ed alla più o meno importante Circostanza che la promuove, di maniera che venendo ad illanguidire l'intensità dell'una, o trovandosi a variare la passione dell'altra, al segno che riescano entrambe indifferenti, l'Eloquenza dovrà cessare così pure con esse, e rendersi suscettibili delle medesime alterazioni di quelle, quando, al contrario, l'Eloquenza che è soggetta a' precetti filologici fa nascere alla stessa la passione che fa servirgli di alimento, e con eguale facilità crea la circostanza che più stima convenirgli. Quindi è che l'eloquenza naturale non sarà che poca cosa se non è accompagnata da precetti che l'arte oratoria stabilisce, e senza i quali la facoltà di parlare al Cuore degli uomini sarà in ogni tempo per noi un arte sconosciuta.

[(133)] In tutta l'antichità non si conosce alcun popolo, che più degl'Israeliti fosse inerente all'Agricoltura, e per quanto le Sacre pagine ci annunziano (Exo. 31. 4. 5. E 36. 38. e seg.) essi abbondavano di Artefici eccellenti non solo fino da' tempi di Mosè, e in fonditori, e in opifici di metalli, in intaliatori di gemme, in Legnajuoli, Ricamatori, Tapezzieri, Profumieri &c. ma anche molti secoli dopo a' tempi di David, e del di lui figlio Salomone successore il quale scelse per la costruzione del tempio fatto edificare da esso, 30,000. artefici di ogni specie, oltre 80,000 scalpellini tutti ebrei impiegati per l'uso medesimo (ved. Reg. 5. 13.)

Cap. XVII.

Quali avrebbero dovuto essere le Ispezioni essenziali della prima assemblea, e quali le ingerenze urgenti del Gran Sanhedrim, secondo il bisogno d'Israel, e le sovrane mire paterne del suo Augusto Protettore.

Allorchè piacque all'augusto Rigeneratore d'Israel di fare notificare al primo sinodo la sua sovrana soddisfazione, in seguito delle Risposte emanate da questo alle dodici questioni propostigli dalla stessa Maestà Sua, e da noi estesamente riportate nel Capitolo antecedente, in chiari sensi fece ad esso capire quali erano le sue benefiche intenzioni paterne in vantaggio del popolo che da sì fatto congresso veniva formalmente rappresentato. Esse prefiggevansi per primo essenziale scopo di richiamare l'eccelso Culto dell'Israelismo alla sua purità primitiva, confusamente alterato dalla turba immensa de' Commentatori di cui le opinioni affluenti e contraddittorie ne hanno si sovente oscurati i sommi pregj, e gettati eziandio nel dubbio presso che tutti coloro che gli trascorrono, o se ne dichiarano fautori; ciò che non avrebbe potuto giammai effettuarsi, senza rovesciare da Colmo a fondo le moltiplici pratiche superstiziose, le cerimonie stravaganti, e gli usi bizzarri, e antisociali che durante lo spazio di molti secoli, si videro presso la nazione d'Israel tenere le veci, ed il Carattere di Religione, siccome per reiterate volte io mi feci all'opportunità espressamente a dimostrare.