[(134)] Dove dunque propriamente consiste la tanto vantata Riforma dell'educazione, e del culto del Popolo ebreo? Se si riflette assiduamente alla meschinità de' progressi che ha quella fatti a' tempi nostri si direbbe che ha essa retrogradato molti secoli addietro, e che per conseguenza i lumi, ed i talenti ritornarono miseramente a sepellirsi nell'infanzia primitiva donde sono essi in origine scaturiti; e quale meraviglia? Se di tutto si ha cura di parlare all'ebreo fra noi fuori che d'Istruzione; se le nozioni che si fanno al medesimo acquistare non sono idonei ad altro, che a confonderlo, ed a farlo travviare dal retto sentiere della Ragione, e se occupando i suoi talenti continuamente di oggetti i più frivoli, ed i più ributtanti, condursi lo veggiamo a gran passi, da uno in altro smarrimento, e perpetuarsi così la stupidità la più cieca, e la più materiale.
E se al Culto attendiamo un solo istante, vedremo che lungi dall'essere stato questo rigenerato, come si è forse vanamente preteso colle operazioni d'entrambe le Israelitiche assemblee, pare che il medesimo rimonti unitamente a tanti altri, fino a' secoli di ferina barbarie ne' quali follemente supponevasi onorare l'Essere Supremo, adottando quelle pratiche ridicole che ne oscurano i sommi pregj, e coltivando quegli usi detestabili, che lo disonorano, e dove stabilivasi per principio che l'uomo per piacergli dovea essere al grado massimo imbecille, contradittorio, e assurdo.
Cap. XVIII.
Piano del nuovo Codice Religionario Civile, che da entrambi que' Sinodi si avrebbe dovuto costruire, e sanzionare, basato su' genuini principj di Mosè, sulla filosofia, e sulla Natura.
Non ostante le ottime disposizioni e lo spirito retto da cui animati erano entrambe le due assemblee Israelitiche, malgrado quegl'insigni perspicaci talenti de' quali erano adorni gl'individui che le componevano, il popolo ebreo frattanto ritrovasi tutta via deluso dalle sue speranze, che credeva radicalmente fondate, quali erano quelle di vedersi aprire sotto il passo un nuovo sentiere di felicità inesauribile da cui contava che scaturire dovessero, come da sorgente perenne i lumi, la ragione, e lo sviluppo de' talenti di cui avea esso tanto urgente bisogno, ed in loro vece pur troppo, le tenebre, il fanatismo, e l'illusione, esso mira cospirare d'accordo la sua perdita fatale, e dare l'ultimo crollo alla sua rovinosa caduta; e come altrimenti avvenire ne potrebbe? La sola risorsa che gli era in tante guise felicemente preparata gli venne in tratto a mancare nel suo nascere, ed ora esso male a proposito attribuisce all'influenza di un avverso destino quello che direttamente dall'opera umana ripetere solo esso dovrebbe [(135)].
Per quanto l'esperienza chiaramente ci dimostra due si riconoscono essere unicamente le vere Cause che hanno renduto fino ad ora l'individuo Israelita l'oggetto della perfidia, e del vilipendio universale di tutti gli altri popoli della terra: il franco Italo genio che indefesso veglia continuamente alla difesa dell'innocenza oppressa, troppo bene lo conobbe, ed il suo Augusto salutare Decreto (30. mag. 1806.) non prefiggevasi per iscopo che annientarle dalle fondamenta, e quindi opporre man forte al progresso fatale de' malefici affetti che risultare ne potevano: gli accennati dodici Articoli fatti dal medesimo presentare alla soluzione delle menzionate assemblee, implicitamente le racchiudono entrambe: la prima è quella intima persuasione irragionevole in cui erano quasi tutti gli uomini, che la Religione degli ebrei racchiudesse in ella stessa de' principj Contraddittorj a' doveri verso lo Stato, che loro vietasse di rispettare la buona fede, che facesse eglino un dovere di odiare coloro che non sono della loro Credenza, e che permettesse loro finalmente la frode, e la lezione della Morale, cioè, de' Rapporti sociali [(136)].
Or per distruggere queste maligne, quanto assurde imputazioni, era duopo con un nuovo Codice dimostrare a tali insensati detrattori d'Israel che la Religione consolante di questo Popolo fondata unicamente sulla Legge di Mosè non contiene certamente que' principj mostruosi, e antisociali che testè riportati abbiamo [(137)]; che i suoi Comandamenti non sono già in Contraddizione con quelli che prescrivono la natura, l'umanità, e la giustizia, ch'essi non urtano la buona fede, non ordinano la frode, e la Legge mosaica, lungi dall'attirarvi i propri figli è anche specialmente avversa al traffico, quella di tutte le professioni che può il più agevolmente condurvici.
La seconda di queste cause fatali che a fondo potrebbe dirsi ragionevolmente la derivazione immediata della prima, è il vano ridicolo pretesto della deficenza di lumi, e di coltura che si vuole generalmente attribuire all'ebreo Italiano in particolare, arguendo male a proposito che una simile mancanza possa molto contribuire ad accrescere enormemente la superstizione di cui questo popolo resta imputato, a paralizzare il suo spirito, e quindi ad allontanarlo dalla Società, ed a renderlo in conseguenza come un essere isolato nel Consorzio degli altri suoi simili.
E chi non vede che per convincere d'infamia gli stravaganti promotori di sì fatte paradossali opinioni era necessario essenzialmente con una Riforma generale de' Costumi del popolo Ebreo, di provare loro cogli stessi fondati principj, che si fecero servire di base alla Riforma del Culto di questa Nazione, che l'individuo Israelita può essere suscettibile di qualunque siasi lume, o coltura, laddove non venghino tolte ad esso i mezzi pronti ed efficaci onde pervenirvi con successo [(138)].
In tale guisa fermamente procedendo si sarebbe in ultimo pervenuti allo scopo salutare a cui tendevano propriamente tutti i dodici Articoli accennati, qual'era quello, in una parola, di appianare al popolo ebreo, senza ledere però o trascurare la Religione Sacra de' suoi avi, nella benchè minima sua parte, l'ameno sentiere di una felicità solida, e imperturbabile, offrendo ad esso un Codice, che insieme purificasse la sua credenza di tutto quanto l'ignoranza, e la superstizione scaltramente v'intrusero di superfluo, di strano, e di aggravante, del tutto straniere allo Spirito del suo primo fondatore, e ad un tempo medesimo gl'insegnasse a conoscere meglio la natura, ed il suo Autore Supremo, la morale, e la ragione, i principj dell'ordine, gli interessi del genere umano, i destini della gran Società di cui questo popolo fa parte: ecco in quale guisa da un male stesso che reputavasi pressochè incurabile, noi vedremmo direttamente scaturire l'antidoto possente, efficace per guarirlo (140).