Ma essendosi limitate le assemblee, come osservammo, alle Risposte meramente Letterali degli Articoli accennati, questi non potevano produrre giammai quella risorsa che il popolo d'Israel avea duopo, e tutti que' luminosi vantaggi ch'esso avea diritto d'aspettare da due Consessi così colti, e così rispettabili, e frattanto gli stessi disordini malefici che paralizzarono per un tempo immemorabile lo spirito di questa derelitta nazione, ripullulare si mirano, pur troppo, egualmente fra noi coll'impronta dell'avvilimento, e della superstizione.

Nè quì giova l'asserire in modo giustificativo, che tali soluzioni abbiano interamente meritata la piena soddisfazione dell'insigne Monarca che le avea ricercate, mentre questi non potea certamente non approvarle riconoscendo avere esse una identica analogia cogli articoli medesimi ce vi aveano rapporto; ma esigere poteasi d'altronde giustamente che quelle soluzioni state fossero più vaste, più analitiche, e universali, i modo che in forza di esse non solo abrogati venissero tutti quegli abusi che riferivansi al Matrimonio, al Divorzio all'usura & come già dalle medesime assemblee si fece, col migliore successo, e col più sottile criterio; ma tutte quelle pratiche ridicole altresì, quelle Cerimonie superstiziose, e quegli usi stravaganti che formavano la base della credenza dell'Israelismo della nostra età, e che noi abbiamo per tante volte di proposito riprovati dovessero essere affatto cancellati dalla reminiscenza di questo popolo, e radicalmente distrutti [(139)].

Ecco in quale maniera potevasi fare propriamente risentire a questo popolo il valore inestimabile di una solida Rigenerazione, la quale ben lungi dal recare detrimento alla sua consolante Religione, questa ridotta in forza di essa a' suoi primi salutari principj, non solo non avrebbe niente d'incomparabile colla filosofia la più pura, ma ella sarebbe altresì, identica perfettamente del tutto alla natura, ed uniforme a' suoi ammirabili precetti, e quindi avrebbe potuto molto influire ancora sullo sviluppo delle sue facoltà intellettuali, non meno che sulla Riforma generale de' suoi Costumi; verità che noi passiamo a rendere più comprovata, e più evidente in ogni senso, col mezzo delle assidue ponderate osservazioni, che noi ci disponghiamo a fare sopra un tale soggetto nel Capitolo seguente.

[(135)] Si ha d'altronde un bel declamare contro un destino, che nulla può influire, in verun modo sugli esseri umani sia di bene sia di male, di di cui l'esistenza presso che in intero dall'uomo solo ripetere dobbiamo, siccome lo ha opinato ingegnosamente un dotto antico; ma nulla di meno ad ogni tratto si ode comunemente incolpare questo cieco fortuito destino delle oppressioni che noi medesimi spontaneamente ci procuriamo, non meno che delle calamità che le proprie nostre mani si fabbrichino ad ogni istante, e dalle complicate miserie, le quali altro per loro stesse non sono, che l'opera nostra meramente, ed il solo risultato dell'ignoranza, dell'accidia, e dell'orgoglio insano da cui è l'uomo eccessivamente predominato.

[(136)] Bisogna essere, per certo, o ignoranti fino alla stupidezza la più brutale, o perversi al grado estremo, per farsi tale idea mostruosa della Religione di un popolo, il primo adoratore del Dio di verità, e diretto da una morale, che non ritrova confronto fra tutti i popoli dell'Antichità. In fatti se le Leggi delle dodici Tavole osservate da' Romani, contenevano secondo il parere de' dotti, la più nitida, e la più eccelsa filosofia; quelle date sul gran Sinaj a Mosè non abbracciano esse tutto ciò che l'umana sapienza può inspirare di grande, e di ammirabile per formare l'uomo rassegnato al suo Creatore Supremo, l'uomo Sociale? A fronte di questa verità innegabile, vi sarà egli ancora degl'insensati che giunghino al delirio d'insultare una Religione basata sopra una Legge, che fra le massime divine che dessa prescrive, ordina per sino di ricondurre al suo ovile la smarrita pecora dello stesso nemico, di non vendicarsi, nè conservare odio contro di esso, e di porgere un braccio soccorrevole nel momento di sua Caduta (Exo. 2. Levit. 19.). Quale altro popolo può mai vantare Leggi sifatte, massime sì alte, sì generose?

[(137)] E quì essenzialmente da rimarcarsi che questa Legge medesima osservasi bene di frequente avvilire, ed insultare da coloro stessi, che più dovrebbero avere un interesse diretto di difenderla, e di apprezzarla incapaci di riflettere che senza di essa l'edifizio immenso della loro credenza sobissare dovrebbe senza ritegno. In prova di ciò cosa mai diverrebbe il Cristianesimo senza l'appoggio della Religione d'Israel, e come mai senza di questa potrebbe l'Islamismo sostenersi un solo istante? E pure è cosa ormai troppo sensibilmente dimostrata che è dal solo Cristiano, e dal solo settatore di Maometto che quella stessa Religione fu mai sempre combattuta, e oppressa col massimo livore, e coll'accanimento il più feroce, ed il più strano.