[(138)] Per provare queste verità col chiarore dell'evidenza, le due menzionate assemblee non avevano duopo che citare lo stesso loro esempio; questo avrebbe sufficientemente dimostrato, che sotto una dinastia quale è quella che ci governa può la nazione d'Israel produrre ancora degli uomini capaci per onore, per senno, e per coltura a formare nel suo corpo un Gran Sinedrio, un Consesso rispettabile degni di meritare, a ogni riguardo, gli auspicj di un filosofo Regnante, e l'ammirazione universale di un popolo illuminato. Questa sarebbe stata realmente per se stessa una dimostrazione più certa, e più percotente onde fare ammutolire sopra tale proposito gl'insensati detrattori della nazione ebrea di tutti i più fondati argomenti che addurre si potessero per comprovarla.
[(139)] Oltre le tante superstiziose Cerimonie religiose, adottate, e sostenute dall'ebreo Talmudista col più intenso fervore, e da noi abrogate interamente nel Corso di quest'opera, quante mai pratiche di tal fatta, usi, o instituzioni ne restano ancora, che, o sopprimere si dovrebbero come inutili; o riformare, da colmo a fondo, come al grado massimo abusive; o distruggere come assurde ed opposte onninamente allo spirito del Culto, che gli si fa servire stoltamente di base, e di sostegno: ma nulla di ciò essendosi fatto in vantaggio di questa Nazione, io mi credo per tanto nel dovere indispensabile di rimarcarne frappoco quelle che più meritano essere o represse, o annullate, secondo la circostanza, o il bisogno, onde nulla resti di essenziale da desiderare sull'assunto importanteissimo che noi abbiamo seriosamente intrapreso ad esaurire.
Cap. XIX.
Progetto di abrogazione generale di tutte quelle pratiche stravaganti che isolarono fino ad ora il settatore rabbanista da tutte le altre sette, e che secondo le più fondate apparenze formarono la prima sorgente fatale di quell'odio irreconciliabile, che queste sempre nutrirono contro di esso.
Se l'uomo potesse completamente modellare tutte le sue intime azioni sugli esemplari precetti della sana filosofia; se tutte le direzioni de' di lui passi non seguitassero altra scorta fuori di quella che aditata gli viene dalla ragione; l'assurdo sarebbe per la sua specie un nome ignoto, ed assai facile riuscirebbe ad esso di conoscere allora che gli orridi smarrimenti ne' quali è trascurato sovente, non potevano giugnere ad impossessarsi giammai del di lui Cuore, se non se dopo che cessando egli di fare un uso proficuo della sua medesima ragione, o incapace si rese di trarre de' sensibili vantaggi dagli utili avvertimenti di questa, o più non gli colse di ascoltare attento le Lezioni salutari dell'altra.
Quindi per poco che noi vogliamo richiamare con diligenza quanto fu da noi significato per reiterate volte concernente gl'Israeliti della nostra età, loro applicando ragionevolmente questo evidente principio, noi perverremo a conoscere con positiva certezza, siccome io l'ho altrove di proposito rimarcato (Spett. Lib. Specul. IX. T. 1. p. 96) che tutte le funeste peripezie, tutte le sciagure, e tutte le desolanti Calamità delle quali furono essi per tante volte le vittime nel mondo, non procedevano più che la loro indole naturale avesse degenerato da quella de' primi benemeriti Institutori della loro edificante religione, come alcuni l'hanno assurdamente immaginato; ovvero per che il temperamento intimo de' medesimi erasi infettato d'una pretesa corruzione di spirito, come altri bizzarramente opinarono [(140)]; ma per che non volendo, o non potendo conoscere in tutta l'estensione la forza di quell'essenziale indefettibile principio, essi obbliarono interamente le semplici quanto ovvie instruzioni, che avevano servito un giorno di base fondamentale al primitivo stabilimento del loro Culto esimio per correre presso le logogrife visioni tradizionali che se ne fecero tenere da' medesimi il Carattere e le veci, senza forse riflettere quanto fossero queste in collusione collo spirito di esso; e per che abbandonandosi con una stupida sommissione a' loro seducenti prestigj si videro costretti a dovere insensibilmente cambiare, modificare, accrescere, o alterare tutte quelle semplici, quanto sublimi prescrizioni che furono eglino trasmesse, e così lusingati di seguitare sempre costantemente in tutta la loro integra purità le medesime Leggi, gli usi medesimi, e le stesse Cerimonie de' loro vetusti predecessori, si ritrovarono, pur troppo, a non più seguitarne, che il mitico fantasma, e lo spettro immaginario.
Quindi non è meraviglia, se in tale guisa procedendo, la degradazione d'Israel divenne sempre più umiliante, la sua proscrizione dalla società sempre ognora più avvilente, il Culto suo vieppiù degenerato da quello de' suoi predecessori; e se per conseguenza, il bisogno di restituirlo al suo decoro antico, di ravvicinarlo al Consorzio de' suoi simili, e di ripristinarlo nella sua Credenza primitiva, sempre più si rese oltremodo urgente, e indispensabile.
Ma quali solidi luminosi vantaggi sarebbero mai per risultare in favore del popolo ebreo, se dopo di avere accuratamente semplificata la sua credenza odierna, e ridotta a quel grado di edificante purità, e di perfezione in cui ammiravasi già quella nella vetusta età de' patriarchi; se dopo di avere purificata la sua educazione, rigenerati i suoi Costumi; appianatogli il difficile sentiere di una metodica Instruzione, si lasciasse abbandonato a se stesso in balia de' suoi mostruosi prestigj tradizionali, da cui mirasi ancora fatuamente ammaliato, malgrado tutti i nostri più energici sforzi per allontanarvelo, e senza cimentarlo a rinunziare con risoluta fermezza a tutte quelle pratiche stravaganti colle quali sembra tutta via inseparabilmente collegato, e indurlo così a desistere una volta di vivere, per folle arbitrio, isolato fra i suoi simili, vilmente proscritto dalla società, e relegato nel vortice immenso de' suoi inveterati smarrimenti: niuna utilità per certo risentire egli potrebbe da tutto ciò che da noi fu detto, ed operato fin qui, per tante volte, a suo riguardo, se con una fredda indifferenza per il suo stato deplorabile noi si lasciasse vegetare nella sua stupidità primitiva, in vece di porgergli una mano soccorrevole, onde trarlo dall'orlo dell'abisso preparato ad ingoiarlo, e fare ad esso, nel tempo medesimo, conoscere, con un Politico insigne (Macch. Disc. IV.), che ogni Religione, la quale fa un dovere delle sofferenze, de' digiuni, dell'umiltà ostentata, non inspira a coloro che la professano che un coraggio passivo, poichè una credenza di tal fatta, lungi dal condurli nella via del paradiso, come follemente si pretende, snerva il loro spirito, lo avvilisce, lo prepara alla schiavitù senza speranza di scampo, nè di Conforto [(141)]. E chi mai con più fondata ragione di quella che riconosciamo avere per se medesimo il popolo ebreo, può autenticare la verità di questo sentimento di cui esso ha si sovente risentiti, e ovunque i genuini perniciosi effetti?
Quali strepiti orribili, quale intenso clamore non fec'esso echeggiare per tante volte ovunque sulla spietata sorte a cui fatalmente soggiacque? Ma tutto ciò pur troppo indarno: a che mai giova querelarci dolenti per un funesto malore che ci assale, quando in vece di apprestarne l'antidoto, ch'efficace sarebbe prontamente a risanarlo, noi ce ne mostriamo indifferenti, e colla più stupida incuria ognora più lo alimentiamo, rendendolo più aggravante, e inveterato? Ritorniamo una volta alle nostre consolanti Instituzioni antiche, si abbroghino finalmente tutte quelle pratiche, usi, o Cerimonie, che inutili, straniere, od anche perniciose molto sovente riescire si mirano allo spirito integro delle medesime; e allora, il lenitivo possente a'contro i nostri mali, sarà bentosto ritrovato da noi senza gran pena. La società riacquisterà, con trasporto allora, nuovi membri aspiranti a contrarre i suoi legami, e ch'essa sdegnava di accogliere nel suo seno per lo passato; i popoli della terra riguarderanno in avvenire come amica prediletta una nazione, che essi hanno sempre avvilita, e combattere, considerandola come degna di odio, e di disprezzo; e questa, dal canto suo, più non avrà per principio religioso di dovere con decisa ripugnanza detestare, o sfuggire l'associazione de' medesimi; e premurosa di vedere franto una volta il talismano fatale dell'anatema che proscritta la rese per un tempo immemorabile dal Consorzio degli esseri umani, riconoscerà l'urgenza estrema di avvicinarli, dividere seco loro i diritti, gl'interessi, e i vincoli sociali.