Or ammettendo quanto si espone, io aggiungo che tutto ciò potrà essere stato forse adattabile all'epoca della prima infanzia del Popolo d'Israel; ma ora che questo più non ha per patria la Giudea; ora che l'idioma ebraico più non è quello del Commercio di sua vita; ora in fine che più non ha motivo alcuno di temere le favole, o menzogne de' popoli fra i quali esso vive, non è egli vituperevole, in ogni senso, il vedersi accreditare tutta via da gran parte di ebrei, e col massimo fervore, un opinione sì ributtante, e sì lesiva al carattere onorifico di ente ragionevole?
[(21)] Non v'ha delitto più esecrando in faccia degli amministratori de' Culti, generalmente parlando, di quello di mettere in dubbio un solo istante ch'essi ricevono direttamente da Dio solo l'autorità assoluta che i medesimi pretendono arrogarsi sullo Spirito de' mortali; ed è questa una verità renduta omai troppo evidente presso qualche popolo moderno, specialmente poichè un individuo che commette un misfatto qualunque, per sacrilego che siasi, e quando ancora questo offenda la Divinità medesima è tosto completamente assoluto da' suoi mistici rappresentanti col mezzo di poche monete le quali o si convertono in loro profitto, o si fanno servire per acquistare della cera da ardersi sopra gli altari in gloria di qualche martire (così distinguendo quegl'entusiasti che si fanno straziare sopra un patibolo follemente immaginando di rendere con tale stravaganza più autentica la supposta verità della credenza per cui soffrono): ma se alcuno osasse dubitare, per esempio che due dita allungate del Pontefice romano sono sufficienti a purificare un milione di anime umane in un solo, e medesimo istante, colui che in tal foggia opinasse, dovrebbe essere, secondo gli statuti monacali, dannato senza scampo nell'altra vita, e punito religiosamente in questa come iniquo, e ribelle alla mistica possanza di colui che si fa credere l'arbitro disponitore di ogni Cuore, di ogni pensiere umano, e la suprema Divinità della terra, e che come tale qualunque Cattolico romano, sotto pena di eterodossia e degli orribili flagelli che da questa derivano è obbligato per se stesso di riflettere, di credere, e di sostenere che il Papa pensa giustamente nel medesimo tempo ch'ei s'inganna.
Tale è presso a poco il carattere imponente che da tutti gli altri popoli conosciuti mirasi fare de' loro Capi o ministri di Altari.
[(22)] Tutti gli Storici Arabi si accordano a descriverci questa nazione come all'eccesso barbara, ed ignorante; ciò è comprovato dall'esperienza medesima, se si riflette che quando Maometto intraprese di passare per Profeta, non vi era, al dire degli storici, che il solo Varakak in tutta la Mecca, che sapesse leggere, e scrivere, e ciò anche per accidente, atteso che essendosi fatto ebreo, indi cristiano, esso apprese dopo il di lui commercio con entrambi i due partiti a scrivere l'arabo in caratteri ebraici. La poca cosa che questo popolo avea presa di coltivare le Lettere dette luogo di disegnare sovente gli abitatori della Mecca col termine di ignoranti, nella guisa che si chiamavano, al contrario gli abitanti di Medina: Il Popolo del Libro a cagione ch'essi sapevano leggere, e scrivere, e basare i loro discorsi sulle regole della Lingua.
(ved. Pocok Speci. p. 157. Al Bochari.)
[(23)] La confidenza illimitata che i ministri delle Religioni, generalmente parlando, seppero profondamente ispirare nello spirito de' popoli in loro favore indusse questi da lungo tempo ad abbandonare, di buon grado, nelle mani di essi l'educazione morale della gioventù, intimamente persuasi che le loro instruzioni edificanti ne formerebbero lo spirito, e il Cuore.
Io non nego per altro, che molti ve ne abbia fra questi capaci superiormente d'intraprendere questo assunto spinoso, e di riuscirci ancora con avventurosi successi; ma dove ritroveremo noi attualmente un Fenelon; quanti Bossuet possono con giustizia vantare i popoli odierni; chi mai fra questi può annoverare oggi un Condillac, quanti Millot si conoscono nel mondo, e dove sono attualmente fra gli ebrei gli Abenesdra, i Calimani, i Casses e i Saraval? Pur troppo al loro confronto l'esperienza contrappone oggi molti altri che animati da interessi onninamente differenti da quelli che guidavano quegli egregi venerabili ministri, contaminano lo Spirito de' fanciulli colle loro massime superstiziose, e chimeriche, a cui fanno tenere il rango, e le qualità di sani doveri, e facendo loro un inquietissimo scrupolo di elevarsi fino alla contemplazione della verità, tentano di soffocarne la ragione, e molto sovente di allarmarli ancora contro di essa; e come dunque le Scienze che gli servono di alimento ritrovare potranno giammai un libero sentiere, onde penetrare senza ostacolo, fino al Centro del loro Cuore, se questo è già infelicemente preoccupato, dal primo istante che cominciò a respirare aura di vita, dalla più deplorabile delle follie, qual'è quella di riguardare le Scienze come nocive alla Religione, e di considerare l'ignoranza come l'unico efficace mezzo indispensabile all'eterna salute dell'uomo?