Brillava ancora sul fumido lucignolo un'ultima brage. Era l'occhio sanguigno delle tenebre. Dopo qualche minuto secondo s'udì per terra lo strisciare d'un corpo che si trascinava penosamente… poi due baci… poi uno stridor di mascelle tremanti…

L'ultima brage si spense. Tutto ripiombò nella notte; tutto ripiombò nel silenzio.

Un'ora prima dell'alba il gallo di montagna cantò come per interrogare un mistero.

V.

Molti e molti anni dopo il dramma senza data che or finimmo di raccontare, sorgeranno in Ispagna questi avvenimenti:

Un poeta si ricorderà dell'anno 613, quando il re Egica, prosternato colla faccia a terra davanti i vescovi cattolici, si sentì sulla nuca premere le calcagna di quei santi.

Un altro poeta si ricorderà dell'anno 730, quando l'Oriente calò sull'Iberia con tutte le sue mollezze e con tutte le sue pestilenze.

Un altro poeta si ricorderà dell'anno 1578, quando l'invincibile armada fu distrutta dal mare, cioè da Dio.

Un altro poeta si ricorderà dell'anno 1879; e un altro si ricorderà anche dell'augusto secolo presente, e sorgerà per la Spagna intera un forte ed armonioso ridestamento d'idee.

S'alzerà un filosofo che parlerà così alle turbe raunate nei giardini di Madrid: