La carretta era ingombra nella parte posteriore, di generi diversi; cioè risme di carta greggia per involti, zuccaro, caffè, formaggi e stracchini di tutti i prezzi, burro, paste assortite, tonno, arringhe, fichi secchi, due fiaschi di olio d'ulivo, petrolio, qualche pacco di bambagia ed altro, a cui aggiungansi due botticelle, una di catrame, l'altra di aceto. Un pizzicagnolo senza dubbio dei paesi vicini. Il peso sarà stato di circa tre quintali, il valore di circa 300 lire. Aggiungetevi i viventi come appresso ed avrete un carico sensibile.

Tre fanciulli dai quattro agli otto anni, stavano in piedi frammezzo a tutta quella mistura mercantile; essi cantavano, stuonando abbastanza, le patriottiche canzoni del quarantotto. «Addio mia bella addio, l'armata se ne va», dell'illustre Mameli, senza paura di inciampare nei ritornati gendarmi austriaci. Il loro presunto papà, faccia da cuor contento, cioè l'auriga ed il proprietario probabile di tutta quella merce e del traino, offre con espansione ad Alfredo un posto a cassetta vicino a lui, e quegli accetta senz'altro, onde stare seduto, dice, almeno gli ultimi chilometri del suo lungo viaggio, che, ormai lo aveva fiaccato.

Dopo circa un miglio di strada fatta a lentissimo trotto dal quasi esausto bucefalo, Alfredo ed il bottegaio sono già in perfetta confidenza l'un l'altro, talmente da lagnarsi senza riserbo, del restaurato paterno regime (che dovea continuare però fino al 1859). Il canto inesauribile di quei tre fanciulli di buona memoria, e dei due adulti il riscaldato colloquio, il volgersi frequente dell'auriga o per sorridere alle sue dilette creature virtuose della musica, o per sorvegliare forse, affinchè non mangiassero troppi fichi secchi tra una strofa e l'altra, furono causa che un carrettone di laterizi (il cui conduttore magnanimo filò poi diritto) violentemente urtasse, colla testa della sua ruota, contro l'asse delle due ruote anteriori della nostra caponaia ad uso carrozza, in modo da fare di quell'unico ente due parti.

E siccome poi il fatto ammirava precisamente là ove scorre senza riparo, alta e rapida la roggia B….., presso il paese di B…..e di S.to, così la parte posteriore della nostra carretta, coi tre bambini ed i generi diversi, rinculò per contraccolpo, facendo un'ardita curva colle due ruote rimaste e cadde nella roggia, perchè resistette agli sforzi onde trattenerla. Il cavallo intanto, lieto forse dell'alleggerimento di peso, proseguiva colla parte anteriore del veicolo. Alfredo ed il Pizzicagnolo, erano stati in tempo per balzare a terra, mentre quei poveri fanciulli si dibattevano nell'acqua alta un metro. Nè ci voleva altro per farli smettere dalla cantica illustre. Ma S. Giovanni Nepomuceno che protegge dagli affogamenti, in concorso di Alfredo e del disperato padre, operò il miracolo a pro' di quegli innocenti…. Tutti salvi… Fù però un momento orribile, perocchè il pericolo era stato gravissimo… Non si muove foglia che Dio non voglia, secondo la fede, chè se quel galantuomo fosse stato solo sulla carretta, certamente il più piccolo dei tre fanciulli sarebbe affogato. Essi però erano là sdraiati sulla riva, coi lunghi capelli bagnati, e sparsi sul volto, in modo che non si riconoscevano più. Quanto ai generi diversi è inutile dirlo, venivan travolti dalla corrente colla retroguardia del sacco militare ben provveduto, proprietà del neo artista. Pochi momenti dopo il fatto, sopraggiungeva brillo un lungo corteo di sposi, che aiutò bensì a trarre sull'alta ripa la mezza carretta, ma poi quei buoni popolani, allettati forse dall'idea di un prossimo gaudio migliore, lasciarono il nostro dramma e cantarellando, proseguirono la via verso il vicino paese. Noi crediamo, del resto, che il punto saliente del disastro, giungesse poco dippoi, inquantochè il nostro pittore in erba, anche lui cuor tenero, visto il pizzicagnolo seguire a gran passi il non più raggiunto cavallo fuggitivo per fame, e visti i tre fanciulli piangere e tremare dal freddo, li caricò su quel residuo di omnibus, trascinandoli trafelato fino alla loro dimora, senza mai trovare un cane che porgesse aiuto. Sette chilometri peggiori dei 34 di prima. Era propriamente il caso di recitare «ahi dura terra perchè non t'apristi» se Alfredo ne avesse avuto lena. Oh! infanzia beata; il credereste, dopo un mezzo miglio, e per la gioia di avvicinarsi sempreppiù al loro focolare ove la mamma attendevali coi generi diversi, quei tre fanciullini ripresero imperterriti la primiera canzone patriottica, come se nulla di nuovo fosse accaduto. Alfredo, quasi avvilito, lasciava fare, pensando ai buoni auspici, coi quali era iniziata la sua tanto ambita villeggiatura. Disceso al grado di bestia da soma e da tiro egli và ma senza armata!….—Conclusione: Giunto Alfredo a notte fatta, in mezzo a' suoi cari parenti milanesi d'ambo i sessi, narrò loro dell'avvenimento, trovandovi più ilarità che spavento o compassione¹, e ballò poi con fanatismo fino a tardissima ora, in forza de' suoi 16 anni.

¹ Se cade una bestia ci sentiamo commossi, se cade un'uomo, noi ridiamo.

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E una…..

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….Alfredo ha 19 anni…. Compiuti gli studi di pittura all'accademia di P., lavora giá discretamente ad olio, acquarello e carboncino, in ritratti e paesaggi, e ritorna a convivere, nel paese natio, colla famiglia paterna. Passeggiando però egli ogni sera, sulle amene sponde di quel Lago, vedea, semi nascosta dietro le persiane, Letizia, una piacente ed espressiva fanciulla. Presto e volentieri quei quattro occhi si incontrarono, creando una corrente elettrica, di soddisfacente potenza. La ninfa pudica non vorria essere la prima a far sapere della propria attrazione magnetica verso il Pittore, per cui Alfredo, che istintivamente ha compreso, si slancia pel primo, e speriamo che si vada a finir bene.

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