Il vice farmacista signor Bricchetti Galeno (questo il suo nome di battesimo, che i lettori ancora non sapevano) fece un balzo all'indietro, (come quello tanto noto di Don Abbondio), quando udì proporsi da Cirillo la confezione di una pillola avvelenata. Non aveva tosto indovinata la intenzione di Cirillo, e senz'altro, se ne schermì non senza meravigliarsene. Ma quando comprese meglio le sibilline frasi di Cirillo, acconsentì sorridendo e raccomandandosi, del resto, ad ogni buon conto, per il più profondo segreto. Non si sa mai, diceva! Siamo in tempi molto rigorosi per le farmacie!

Le due pillole identiche, saranno allestite fra un'ora; e lei signor Cirillo verrà a ritirare il pacchetto, con patto, ripeto, del massimo riserbo…

Il seguente mattino, i due nemici, all'ora precisa, erano sul terreno. La località, dietro il muro di cinta di nord, del cimitero della città.

Non poteva scegliersi miglior luogo, per la ragione, che uno dovea restare cadavere, ed all'istante, per la efficacia dell'acido prussico.

I due ufficiali eran là seri, impettiti; Balena era più pallido dei morti. Cirillo, fingeva distrazione. Alfredo ed Aringa, non si guardavano, ma dimostrarono grande risoluzione.

Se non chè Cirillo, al punto di procedere, coll'intervento degli altri padrini, alla scelta del numero pei duellanti, onde poi scegliessero per primo o secondo l'una delle due pillole, propose, che, contrariamente all'uso, avessero i duellanti a stringersi la mano, prima del duello.

Nessuno oppose diverso parere, ed ecco il Commendatore ed Alfredo a darsi la mano a vicenda. Quelle due mani, però non si staccarono sì presto, ed i duellanti chiedendosi reciproco perdono, si abbracciarono commossi, lasciando ciascuno cadere dagli occhi due goccie limpide, che assomigliavano a brillanti davvero non chimici!

Lord che era dovunque, come l'aria, alla vista di due pillole di pasta, gettate a terra da Cirillo, si affrettò ad ingoiarle. Non allarmarti Alfredo, disse Cirillo! Nemmeno Lord ne morirà, perocchè in quelle due pillole era soltanto farina bianca con zucchero!

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Un breve turbine, finito serenamente per la bontà d'animo di due uomini, che avevano fatta a vicenda, od un'erronea interpretazione, od una imprudenza e per la ingegnosa trovata di un sincero amico.