Una nenia lontana, lo distrae e lo commuove. Sarà un pastore che rincasa tardi dai colli sottostanti. Assomigliano quelle cadenze, sebben rozze, a quelle del Ruy Blas: O dolce voluttà, desìo del cor gentil, etc. Alfredo tende l'orecchio ed ode, perchè la voce dell'incognito si avvicina, questi versi:

Noaltri montanar
Ghavem de pasta el cor
Vedem de l'alto el mar
E femo anca l'amor.
Viva l'amor.

Lord, contrario in massima alle cadenze musicali, và brontolando….. Scorsi cinque minuti, il novello Trovatore, giunge presso il nostro viandante, preceduto da un centinaio di pecore, cui frammiste poche capre, e seguito da un somarello, col paiuolo sul basto, e da una grossa e pelosa cagna della famosa razza francese guidatrice di mandrie.

Lord, più fortunato del suo padrone, e di scelto olfato, cessò dal brontolìo, e fa una corte spietata alla improvvisa amante, come fosse una tenera antica sua conoscenza. Nè un istante l'abbandona…..

Bona sera—signor Casador lustrissimo (interloquì un pastorello sui 18 anni). Se el vole alogio alla nostra casina, cossì ala bona, gavarìa piacere. Se el gà un mocio de cicare, faria grazia, bruso de la voja. Nui faremo un trato de mezz'ora gnanca, e semo a logo.

Accettato, rispondeva Alfredo, perchè conveniva farlo in causa della notte, della stanchezza e dei luoghi a lui sconosciuti. Eccoti uno zigaro intiero. Tienti però chiamata la tua cagna, perchè temo che il mio Lord se ne vada con essa, fino a Vienna. Ed il pastorello, ooh! non ghe pericolo… La me Jena non bandona le so pegre. Domani, sul fresco, sior Casador lustrissimo lo meno a copare de sicuro, do o tre francolini.

In somma il pastorello ed il cacciatore sfortunato, erano di già buoni amici e sì discorrendo, entrarono ben presto, senza noia alla casina. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Rifocillato alquanto il nostro pittore, con polenta e latte di capra, appena munto, offertogli da un uomo e da una donna in età (probabilmente i genitori del giovanetto di nostra recentissima conoscenza) escì sul praticello circostante alla casina, dal quale, al chiaro di luna, potè rilevare quel magnifico panorama della vallata. Colli e monti pittoreschi, bellezze incantevoli, che più d'ogni altra, commuovono i cuori afflitti e le anime pensanti. Peccato che sia pronta, ogni momento, una distrazione, in causa di quell'originale di Lord, che converrà mettere al quinzaglio, avendo già egli fatto scappare dalla stalla due capretti, e rubato un mezzo stracchino esposto alla pubblica fede. Alfredo ne è dolente, ma non sa ricorrere alla violenza, con quella sua cara bestia.

Rientrato in cucina, (la quale ai pastori serve contemporaneamente di anticamera verso strada, di gabinetto, e di salotto) Alfredo si rivolse al vecchio (si comprende che gli altri due erano già a dormire) e gli chiese, se nulla di nuovo fosse in quei dintorni. Niente del tuto, lustrissimo, rispose il Pastore. Noaltri no gavem gazete; anche la signora che ze qua da oto zorni, la se lamenta de la mancanza de nove. Quà no ghe ze altro che volpi e pojan. Anzi bisogna, sioria, che se contenta de dormire sul fenil, perchè l'unico letin ghe lo avemo dato a la siora. El so servitore, un vecio, color de la tera, la lo gà mandà indrio, me par a Trieste, perchè giera sopo per una cascada……. Io mi accontento presto, disse Alfredo, e vi ringrazio del vostro buon cuore. Non si può negare, del resto, che la notizia di una signora sola, forestiera, dimorante da pochi giorni in quella casina (probabilmente per la cura climatica) non stuzzicasse la curiosità dell'artista, quantunque pieno di afflizione.

Siamo già alle tre ore di notte¹ e la conversazione fra il vecchio pastore ed Alfredo continua.