Anch'io, sorse a dire vivacemente Zaira, sentii una volta battermi forte il cuore in petto, e già ve lo dichiarai, perchè al pari di voi provo gli affetti! Anch'io ho bisogno di nutrire l'anima mia d'amore, ma io mi rimango, per ora, qui sulla terra, e non viaggio come voi, nelle più alte sfere della volta celeste, siccome fanno gli areonauti, che poi finiscono a rompersi il collo sopra le piante dei campi…..

Oh! mia amabilissima Zaira, voi non sapete forse, come la poesia, il sentimentalismo, non abbiano leggi e non conoscano il tornaconto, cioè il nudo egoismo dei bruti. Voi forse non conoscete che il contrasto aguzza le passioni, e che nella nostra anima è un ente misterioso, che non ha nome chiaro, che non si può esattamente definire, che impera sulla umanità, e che perciò soltanto la rende superiore alle bestie. La dea Minerva non è conosciuta dal cuore, ed egli misero, sconta talora a caro prezzo quella sua ignoranza. Questo ente sarà l'amore? Probabile che sì, ma dell'amore, vi sono troppe varietà, a guisa dei fiori. Alcuni, vedete, specialmente quelli alla moda, preferiscono l'amore di occasione, proprio dei nostri odierni costumi, che si incontra nei gabinetti artificialmente profumati ed illuminati, in teatro, sul corso, ai balli, od in carrozza ad otto molle. Io all'incontro, prediligo l'amore che si può trovare anche improvvisamente nelle foreste, come avvenne di Oronte e Giselda al tempo delle Crociate, ed anche senza il fiume Giordano, l'amore che si può acquistare fuggendo colla rapita; o nel casolare di una pastorella, o nella scalata di un vecchio castello, irto di pericoli ed a ponte levatoio chiuso; al pattinaggio sulle rive di un lago gelato, sotto una quercia o in una grotta. L'amore difficile, perchè dura di più l'amore misterioso, geloso, sovraumano, contrastato, periglioso. Io vorrei l'amore di Elisa col traditore Enea, vada pure bruciata una seconda Cartagine, e lasciamo dire il contrario ai seguaci di Loiola. E noi dal canto nostro, crediamo che Alfredo, non sapesse di esagerare o di fare della parodia. Egli era certamente in perfetta buona fede.

A tanta e sì spaventevole eccentricità, la bella Stiriana sentì compassione, e se non avesse avuta, per Alfredo, già molta simpatia, avrebbe certamente recitato in cuor suo, il Libera nos domine, da simili amanti. A questo punto Alfredo offrì il braccio alla sua graziosa compagna di viaggio, ed entrarono nei loro rispettivi alloggi, avvertendo, che il pittore malcontento della cameraccia destinatagli dall'oste buon naso, andò a sedersi ed a pensare in cortile . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

PARTE PRIMA

CAPITOLO XII.

L'aria fine è un farmaco potente

Quante guarigioni meravigliose, ha fatte l'aria delle alte montagne!… V'è talora qualche pericolo ai polmoni delicati, col salire, per esempio a 1800 metri sul livello del mare e collo stare sotto le nevi eterne. Lasciando, del resto, in disparte, per oggi, le eccezioni, è indiscutibile (come aveva detto il vecchio pastore di nostra conoscenza) che più si va in alto (d'estate, già s'intende) maggiore è il refrigerio di tutto il sistema nervoso. Colà viene l'appetito anche ai morti. Peccato che i viaggi alpini, costino in massima, quanto gli altri viaggi, per cui non sono sempre alla portata di tutte le borse. Talvolta quei viaggi non sono che un semplice passatempo, non dissimile dalle gite alle acque zulfuree, ferruginose, ecc. ed ai bagni di mare. Taluno va ai monti, perchè sa che ivi andò qualche persona, o famiglia di suo genio. Tal'altro, perchè nella stagione tale (sempre quando in pianura fa caldo) sono andati parecchi, e si ha vergogna di far sapere che si è rimasti al piano di borgate o città, ove si è molto conosciuti. Taluno si reca alla cura climatica, in vista di vantaggioso Imeneo od in cerca di avventure non bene definite, ma che ponno restare semplicemente nella sua fervida immaginazione, sia pur giovane o matura. Alcuna per sottrarsi parecchie settimane, da maligne dicerie, o per sfuggire a talune noiose o compromettenti assiduità. Infine per avervi maggiore libertà d'azione. Le signorine vi potriano trovare un prossimo futuro maritino, e probabili idilli, cose affatto chiare, secondo la vocazione universale del sesso femminino. Negli alberghi piccoli o grandi i viaggiatori alpestri stringono più facilmente relazione; ivi si suona, si balla, si canta, si giuoca, e, naturalmente, a somiglianza degli antichi patriarchi, si fa anche all'amore senza tanta soggezione. Lassù pertanto, trovano conforti le varie classi dei mortali, di tutti i gusti e di tutte le età. Voi colassù vedrete, in maggior numero, dei celibatarii impenitenti, delle vedove sconsolate, e qualche mal maritata. Tutta gente, siamo intesi, che ha buon tempo, perchè ha quattrini a sufficienza. Quanto ai maturissimi che volessero andarvi, quale 2.a edizione del Don Pasquale, in cerca di avventure galanti, per essi giù di moda, li consiglierei a guardarsi di tre cose: 1. Dal portare il lume—2. Dal capitalizzare senza interesse—3. Da qualche ricordo sgradito alle spalle od al ventre. Colassù saranno andate anche delle Rosaure o delle Colombine. (Vedi Goldoni Commedie). Colassù, in una parola, troverete, con frequenza anche un buon nerbo di cacciatori, per vocazione o meno, e di varie qualità, cioè, i cacciatori così detti conservatori della specie (vedi il nostro Alfredo) perocchè se anche tratto tratto, fanno fretta incutendo spavento alla incontaminata selvaggina, pure ne conservano assai spesso la esistenza, con gaudio dei cacciatori vandali ed esclusivisti.

I cacciatori di pecunia, con tutte le trappole insegnate dall'arte venatoria, non escluso qualche lecito ricatto, ma colla probabilità di essere presto o tardi burlati dalla selvaggina assalita… I cacciatori di doti i quali sono affatto indifferenti intorno alla qualità squisita del selvatico. Finalmente, ma qualche rara volta in causa dell'aria troppo fine, vi si trovano cacciatori di ciondoli, pei quali ogni mezzo è buono; fucili, reti, lacci ed imboscate. Noi volevamo far grazia, per oggi, agli uccellatori di rinomanza, che può diventare compassione, coll'arma dei libri a stampa, fra i quali il sottoscritto co' suoi confratelli ed alle uccellatrici di cortigianeria, colle potenti armi dello splendido volto e del seducente abbigliamento; ma non vi seppimo resistere. Siccome mitigante però diremo, che molti e molte vanno su quelle cime, senza un secondo fine, ma per puro scopo di sollievo allo spirito, non respingendo, in caso, taluni svaghi, concessi dalla Provvidenza. Sarebbe una vera asinità, il rifiutarli!

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CAPITOLO XIII