Vi mancava questa pel misero Alfredo….. Ei rimase nel luogo dove aveva letta la lettera fatale, tutta la notte. Qual colpo tremendo, qual vuoto nel suo cuore tanto innamorato ed impressionabile. Porco d'un cane, prenditi questo, fece, con disperazione, battendo sul capo dell'inconsapevole Lord, la cassa della appena imprestatagli ghitarra, nello scopo prefisso di fare la serenata alla sua Violetta. Povera ghitarra, causa la sua antichità, se ne andò in quattro pezzi, come se fossero quattro ghitarrine. Così, Alfredo, dovette poi pagare al cameriere proprietario, lire venti, trovando la domanda anche troppo discreta….

Spendili adagio, adagio, consigliava Maddalena al fratello, mentre gli dava il gruzzolo dei risparmi, all'atto della partenza….. Povera Maddalena, e povera Elisa….. il vostro Alfredo ha già consumato per una vecchia ghitarra, il pranzo di una settimana. Noi speriamo del resto, che il nostro artista, abbia appreso, siccome le migliori serenate, siano quelle concertate….. in tempo utile!

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Anche la carissima Zaira, dal canto suo, (vedi contrasti della vita) pensava al suo simpatico compagno di viaggio, mentre stava pettinandosi la lunga e nera treccia, coll'aiuto di una Kellnerin dell'Albergo. Non sapea spiegarsi però l'improvvisa freddezza del Pittore e conchiudeva… è un caro uomo, ma un distinto eccentrico…… Parla piuttosto frequentemente da solo. Una sera, non sapendo che io lo ascoltava, mi ha fatto la rassegna delle donne più famose in amore, cioè la Mirra della tragedia dell'Alfieri, la Francesca da Rimini, le figlie di Lot, Cleopatra, Semiramide, Adelaide la figlia di Luigi XV, un trattato ab immemorabili, di mostruosi incesti e che mi pare estraneo alle sue aspirazioni puramente sentimentali; una specie di mostra artistica o per un pittore o per uno scultore, ma non per un poeta gentile. Ma io non ho mai potuto cavargli dalle labbra il nome di quel suo grande amore infelice, di cui sospira sovente.

Compiuta l'acconciatura, la quale giova alle donne come l'avena ai cavalli, andò Zaira a passeggiare sul viale dinnanzi all'Albergo, in cerca, probabilmente del suo misantropo….. Lord, il girovago, mentre stava trastullandosi con due o tre cagnolini, si accorse della presenza della signora dai biscotti, e di galoppo le và incontro. Lord, era l'antitesi del suo padrone; non era mai privo di appetito. Zaira lo accarezza, gli dà un pan dolce. E…. dov'è il tuo padrone? Dov'è…. parla caro Lord. Questi, simile alla brutta bestia del Dante: E dopo il pasto ha più fame che pria, inghiotte d'un colpo il panetto, dimena la coda e guardando Zaira, corre verso la valle. Zaira ha compreso, lo segue, e presto vede il padrone di Lord a cavalcione di un muricciuolo che pare dipinga a matita sopra un foglietto. Oh! non v'ha a dubitarne. Farà il ritratto alla donna de' suoi pensieri, che ormai conosco, senza saperne il nome, pensò Zaira. Lasciamo che si persuada, quel buon giovane, e noi accontentiamci della sua amicizia, che in realtà è preziosa.

Alfredo, nel guardarsi attorno, si accorge della sua gentile compagna di viaggio, e naturalmente da perfetto cavaliere, le va incontro. Zaira, gli sorride simpaticamente, e… come si và col barometro oggi? interrogando Alfredo…. Male, male, mia carissima…. Tempo burrascoso! Vado cercando, il mio tipo solito, per ritratti, o non v'è caso di poterlo rilevare…. da qualcuna delle finestre dell'Albergo, che guardano questa vallina. E perchè non avete ancora fatto il ritratto a me, buon amico? A voi lo farò ad olio, ed in grande perchè lo meritate. Bastò questa insolita gentilezza di Alfredo, perchè Zaira ne fosse lietissima. Forse un po' di gelosia piccina piccina, e non siccome la gelosia grossa di Alfredo, discendente in linea retta di Otello. Zaira si assise sul muricciolo presso Alfredo, e lo pregò a lasciare quell'abbozzo di ritratto a matita. State invece allegro, sussurrò.

«Nulla die sine linea» (nessun giorno, senza un fatto spiacente) sclamò, inqueto Alfredo, gettando la matita sull'erba…. Jeri una terribile scossa all'anima mia già troppo amareggiata, stamane lassù all'Albergo, mi parve essere pedinato da un figuro sospetto, e mi capirete buona Zaira, noi artisti del libero pensiero, in questi giorni, nei quali sembra rigermoglino i partiti avversi l'un l'altro…. potremmo avere in periglio la nostra libertà personale. E' un brutto momento questo o amica. Dai modi diversi di vedere, nasce l'odio. Si vorria, a difesa, imprigionare la mente, e non potendolo, rendere schiavo il corpo. Speriamo che non si ritorni ai tempi di ingrata memoria. Si teme della Democrazia, la grande alleata della giustizia e della eguaglianza fra gli uomini, e la nemica, quindi, dei privilegi…. Voi mi avrete compreso abbastanza, amabile donna.

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Quella gentile Stiriana, così squisita nelle arti nobili, e non profana della politica, aveva bene indovinati gli ideali di Alfredo, e la cagione del suo recente lagno. Perciò non ne ebbe meraviglia: ma anzi crebbe in simpatia verso di lui. Voi da pochi giorni, disse, mi foste amico sincero…. lo confermi il nostro idillio fra i monti. Un'altra volta, in tempo più lontano, vi incontrai, e ne ebbi impressione gradevole. Cominciai allora a studiarvi. Voi siete un egregio uomo, ma assai fantastico. Il vostro cervello, mi pare di vederlo, bolle mai sempre siccome l'acqua di una caldaia a vapore, col pericolo dello scoppio. Non siete completamente pazzo, ohibò, ma la vostra testa, scusatemi, la mi sembra un pochino malata nella parte che riflette le più concrete sensazioni umane. Voi vorreste, ma invano, sottrarvi, alle necessità della vita moderna, e vivere sempre tra le nubi, e fra gli angioli. Calmatevi ormai, e prendete il bene ed il piacere, dove si trovano meno ritrosi, nè badate d'avvantaggio, da qual parte arrivino; occasione, audacia, fortuna! Il valico arduo, ad uno è facile, ad un altro!….. Questo è il mio debol modo di pensare e di vivere….. perchè il mondo va così. Spetta a noi, in certi casi, a fare da valvola moderatrice . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Mia bella Stiriana, soggiunse Alfredo; voi mi rappresentate oggi splendidamente, lo scetticismo. Mi duole di non potervi seguire in quella via….. Io amo da sette anni (ci siamo) una fanciulla divina; l'amo dell'amore di paradiso. Ma questo sublime sentimento, mi ha rubata la pace, perocchè temo (non è per fortuna la certezza), temo di non essere da lei, e senza sua colpa, al pari riamato, e perchè l'educazione sua, lo comprendo, differisce dalla mia. Diversa coltura, educazione monastica e presenza di ascetici principii….