«Intanto, ho il piacere di rassegnarmi
suo dev.
GIOACHINO ALLOCCHIO.

Tableau!.. Una lettera più chiara di questa, io credo, disse Cirillo, che sia mai stata fatta dal Diluvio in poi. Cirillo però si trattenne dal ridere, onde non irritare Alfredo, già sbuffante di sdegno, e Cirillo inoltre, mentre leggeva la lettera, non si era accorto come Alfredo mettesse in bocca la sigaretta dal lato acceso e gettasse il pennello, intinto di nero, sul suo cappello di feltro bianco deposto su di una sedia.

Alfredo grida: E' una indegnità per Dio, e poi ricompostosi, ed abbassata la voce soggiunse: potrebbe anche darsi che il Sig. Gioachino fosse affatto vergine intorno al mio amore per Violetta, perciò non si potrebbe male interpretare il suo scritto.

Dunque Violetta non o ancora andata in convento, ed ora mi persuado che non vi andrà più. Credete alle lettere che i cani rubano per portarle al padrone…. Il mio tanto sudato quadro, è ormai inutile… maledizione… Addio ultima speranza…. Fra un paio di mesi ed anche prima, Violetta sarà sposa del Sig. Bel Sangue. Insomma non v'ha più cuore sulla terra. Ciò detto rimase tetro e muto, e appoggiò i gomiti sulla tavolozza dei colori, conciando così le maniche della sua giubba a somiglianza dell'iride.

Cirillo, non potè ristare dal dirgli: Ma se non venderai il tuo quadrone alle monache Orsoline, caro il mio S. Luigi Gonzaga, lo potrai vendere ai Frati Benedettini, tutta gente facoltosa, e pace e gioia sia con Voi. Tu risponderai con calma, neh! al S. Gioacchino del Bel Sangue sul Lago di Como, che vada a far ritrattare il suo Enrichetto, figlio del suo vecchio amico che deve morir presto e futuro sposo della Signorina Violetta, che vada, poniamo, a Costantinopoli. Ora amico Alfredo io ti saluto, per oggi. Bada però che il mio cappello di feltro candido quasi nuovo, me l'hai pitturato recentissimamente di nero fumo, ad olio, e non senza olio. Ciao.

Alfredo avvilito nel più profondo del cuore, per l'infausta lettera; perdonami, disse, caro Cirillo non saprei come possa essere avvenuto lo sfregio al tuo cappello! Non me ne ricordo davvero!…

Probabile che gli innamorati smarriscano anche il dono tanto prezioso della memoria?

PARTE SECONDA

CAPITOLO IV

Beneficenza delicata di un ex artista di canto