Ma ahimè, il nostro esaltato, a quanto pare, pretendeva talora l'istesso amore di Beatrice, per Dante, il quale, si narra, sia stato più puro di quello degli Angioli,¹ talora l'amore furente della desolata Didone, vittima del tradimento di Enea, e talora finalmente sarebbesi accontentato della via di mezzo, dell'amore della Francesca da Rimini pel suo Paolo, quando s'ebbe il bacio tremante…….»
«Questi che mai da me non fia diviso
La bocca mi baciò tutto tremante»
(DANTE—Inf. Canto V).
¹ « Io son Beatrice che ti faccio andare
Vegno di loco, ove tornar disio,
Amor mi mosse che mi fa parlare»
(DANTE—Inf. Canto II).
Nè mai il caro artista, voleva piegarsi, per Iddio, all'amore dei tempi moderni, così ragionevole, e dagli altari, e dal Sindaco benedetto. E per quel suo malaugurato istinto delle mele proibite, caddero sul di lui capo malanni pubblici e privati, oltre alla censura della odierna imperante, concreta società . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
—Lugete Veneres, Cupidinesque—
(piangete o Veneri, piangete o amori)
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
«Il matrimonio è la tomba dell'amore» scrisse un romanziere illustre = «Il matrimonio lega i nomi e le sostanze, non il cuore» e quegli per prudenza, soggiungeva, che, il matrimonio «poteva essere la culla dell'amicizia» Sarà bene, del resto, che noi non ne facciamo il nome, onde non esporre lo scrittore di buona fede, alla spietata vendetta delle nubende e consorteria. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Era il mattino del 19 Marzo 18.., giorno di S. Giuseppe, nome del defunto padre di Alfredo, ma questi, contro il suo costume, non si era per anco svegliato, nè pel vicino cinguettio dei passeri, nè per quello di due rondini, allor allora giunte sul suo verone.
Egli era assopito, siccome accade a persona stanca sì, ma afflitta da recente cordoglio. Egli aveva vegliato tutta la notte a scrivere, a gesticolare, a parlare fra se. Le di lui buone sorelle, ritratti parlanti della loro madre esemplare, poco tempo addietro defunta, erano già entrate due volte in punta di piedi, nella cameretta del fratello, onde porgergli l'usato Caffè, ma due volte se ne erano subito ritirate, per non turbare il riposo al loro diletto, accorte dalla quasi esaurita candela, come egli si fosse coricato da pochi istanti. Se non che Lord, il bracco bianco, affezionato al suo padrone, non volendo saperne di quella novità, che ritardava la sua passeggiata alla caccia, a forza di guaire e di saltargli sul letto, finì, il bestione, col destare Alfredo. Questi siccome uomo che abbia smarrita la tramontana, fissò intorno lo sguardo attonito, nascose sospettoso sotto le coltri, un oggetto che teneva fra le mani sudate, e si riassopì.