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A questo punto la portinaia, l'unico cameriere promiscuo di Alfredo, reca ridendo una lettera; una sola, oggi, dice, miracolo. Meglio, sorse a dire Alfredo, che così potrò rispondere alle precedenti di maggiore impegno. Vediamola dunque, anche questa unica lettera:
Gentile Signor Alfredo,
Da Montecarlo, fine Settembre 18…
Stanco ormai di logorare la vita e la borsa, bazzicando in questi paraggi, conto passare un paio di settimane alla nostra Capitale, e se voi me lo permettete, verrò a visitarvi, quando sappia il vostro domicilio…. Io farò ricapito al Caffè Grande di Piazza Colonna, ove fanno da Camerieri le Kellnerin. Conto arrivare Venerdì sera… Vi ricordate del nostro duello stravagante, risolto tanto soavemente? D'allora voi mi siete diventato simpaticissimo e per questo vorrei berne un bicchiere insieme.
Tanti rispetti alle signorine.
Vostro C. ARINGA.
E Cirillo, avrebbe soggiunto, se fosse stato presente anche a quest'ultima lettera. Eccolo ora fra tre fuochi. La pelle è in pericolo.
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Se non chè, in questo momento (pare che non la finisca più) entra nello studio di Alfredo, un fattorino del telegrafo. Che c'è di nuovo disse un po' seccato Alfredo e lesse: Alfredo. Partito Cuneo, arrivato qui ora. Compagnia distinta operette, quattro prime donne assolute, giovani, dieci coriste, uomini sette, brava gente, io Direzione. Ti aspetto trattoria Ramolaccini stassera ore 9. Ceneremo compagnia tutti. Bacio. Tuo Golasecca.