Dev. suo

ALFREDO.

Udita la lettura, e trovata esatta la lettera, Alfredo disse: Brava…… benissimo. Ora inchiudi nel foglio una di quelle cedole che troverai nel cassetto del tavolo sulle quali sta scritto a stampa chèque per centomila lire. Metti il tutto in una busta, suggella, fa l'indirizzo giusto neeh! Al Sig. Esperti Gaudenzio negoziante in coloniali, e spedisci a portare il plico dove sapete, Tonio il garzone, che, per fare più presto, vi andrà a cavallo del nostro somarello….. Dieci minuti dopo Tonio, a cavallo dell'asino, trotterellava già per la sua destinazione, distante soli cinque chilometri, quando vi si andasse per accorciatoie…..

Vuol mangiare la minestra Sig. Alfredo? chiese con vivacità la piccola segretaria, e Le raccomando di bere anche un po' di vino, come ha detto il signor Dottore. Ma Alfredo che non badava a quelle raccomandazioni, mormorò invece fra i denti…. Gli uomini si affezionano di più pei servizi che prestano, che per quelli che ricevono (orgoglio umano!) Benedetta escì da quella camera poco soddisfatta, mormorando: il mio buon signore vuole davvero morir di fame….

Alfredo sorbì un'altra tazza di latte fresco, e si assopì per circa un'ora, sognando della sua infanzia, di Violetta e di Zaira la quale lo invitava colla mano ad entrare nella piccola porta del Paradiso.

«Infanzia beata tu sei passeggiera, come l'onda del rivo che scorre fra l'erbe, e di te non resta che una smorta memoria

Se non chè, forti voci che partivano dal pian terreno scossero il malato dal suo caro assopimento.

Entrò la vecchia Geltrude, inquieta, perchè, dicea: ad onta de' suoi ordini e del suo bisogno di quiete, v'è abbasso un signore, che ho visto un'altra sola volta, e che vuol parlarle. Io gli dissi ripetutamente e forte, che V. S. non riceve nessuno, ma colui mi fa certe smorfie di disgusto, da obbligarmi a sentire da Lei cosa debbasi fare.

Siccome oggi mi sento meglio, così possiamo fare una eccezione, disse Alfredo, e che venga pure. Geltrude, malcontenta di quel risultato, e non senza ripetere al buon signore, che lui doveva stare allegro, mangiare e bere e andar in giardino a cogliere le belle rose di tutti i colori, introdusse, dopo alcuni istanti, il suo quasi incognito, che era Gaudenzio Esperti, il felice consorte di Violetta.

Fatti i complimenti d'uso, e dopo una stretta di mani quella del Sig. Gaudenzio caldissima, e quella di Alfredo fredda, il primo consegnò una lettera, e tosto si diede a piangere dirottamente. Alfredo non comprendeva…. lesse la lettera che diceva: