3 Giugno 18… mattina.
Gentile Sig. Alfredo
Non dovendo io abbandonare nemmeno un istante la mia Zaira di dieci mesi, perchè da qualche giorno malaticcia, mi spiace assai di non poter accompagnare mio marito che viene ad udire della vostra salute. Egli scioglierà la promessa dei ritratti, della nostra piccola famigliuola, che deporrete nel vostro album fra gli amici. E nella fiducia di vedervi presto rinfrancato, mi rassegno di Voi inalterabile amica
VIOLETTA.
Il Sig. Gaudenzio, durante la lettura del biglietto di sua moglie ad Alfredo, fece cessare, con uno sforzo energico, i suoi singhiozzi, asciugò gli occhi, e porse i ritratti. Alfredo commosso, fermò l'occhio indebolito sulla effigie di Violetta, e la trovò sempre bella, ma dimagrita assai. Che vi sarà di nuovo, pensò? Ringraziate, disse, la vostra…. ma non potè finire la frase perchè abbondante saliva gli otturò in quel momento la gola, provocando un singulto… poi soggiunse, con voce quasi esausta…. io credo che voi abbiate a dirmi qualche cosa? Ah! sì, buon signore….. io non ho il coraggio… ma… (nuova sospensione perchè ritornavan le lagrime) noi siamo rovinati, per causa di un pieggio solidale cambiario che io feci ad un amico. Esso è fallito, la cambiale scade domani. Sono cinquantamila lire, tutta la dote di mia moglie, e Violetta per l'angoscia, è febbricitante insieme alla nostra bambina di latte…. Quell'assassino… quel…. Calmatevi, calmatevi, signor Gaudenzio disse Alfredo, non tutti i mali vengono per nuocere, io l'ho provato una volta…. Dunque chissà, che col tempo non si appiani ogni cosa… Nè fece motto della sua missione del mattino, ma invece suonò il suo campanellino e comparve Tonio.
Hai fatta la mia commissione, bravo Tonio? Disse Alfredo ansiosamente. Signor sì, e sono ritornato pochi momenti fa. Non venni da Lei subito subito, perchè ho dovuto legare il somaro nella stalla. Quel signore non l'ho trovato, era appena escito di casa, ma ho consegnato tutto alla sua moglie che conosco di vista. La serva mi introdusse in un camerino e quella signora stando seduta in poltrona, prese il plico e lo aperse. Va bene, ora puoi andare, disse Alfredo. Il Sig. Gaudenzio intanto forse preoccupatissimo, per la sua recente sciagura, o non badò alle parole di Tonio, o non le comprese.
Anzi egli, non vedendo una risoluzione, della confidenza fatta ad Alfredo, nè potendo cercare danaro, per la espressa volontà di sua moglie, si trovava molto a disagio in quella camera d'ammalati, e già disponevasi avvilito a levare il disturbo al signor Alfredo. Procuri dunque di guarire presto, esclamò distratto il signor Gaudenzio, e…. non dica nulla di quanto sà sul nostro conto. Alfredo assai perspicace ancora indovinò il contegno del visitatore, e tacendo sempre dello chèque, onde non obbligarlo a ringraziamenti o delibando forse il piacere di una improvvisata, tolse dal cassettino del suo tavolo da notte, due nocciole che sembravano prismi di cristallo. Prendete, disse, e datele alla vostra piccola Zaira, perchè se piange, si trastulli con questi…. Il Sig. Gaudenzio, che fino a quel giorno non aveva ancora veduti dei diamanti così grossi, per cui non li conosceva, ringraziò appena per convenienza, stupito in suo cuore, della leggerezza di Alfredo.
Egli, discese le scale di casa Blandis, colla medesima allegria in corpo, di quella provata da Renzo quando escì dallo studio del Notaio Azzeccagarbugli, si meravigliò inoltre siccome Tonio lo guardasse fisso mentre traversava il cortile, e parvegli che quel giovinotto lo avesse visto la mattina legare un'asino ad una finestra della propria casa. Rifece i suoi cinque chilometri descrivendo delle curve a guisa degli ubbriachi. Giunto finalmente, dopo un'ora di cammino, alla propria abitazione, e con neri progetti in cuore, non vi trovò nemmeno Violetta, perchè colla bambina in braccio, era andata, secondo le informazioni della serva, alla Chiesa. Che fare? disse sospirando, il Sig. Gaudenzio? ….. informarla del risultato della mia visita al suo grand'uomo, che dona i giocattoli di vetro alla mia Zaira. …. e domani….. domani….. una revolverata nell'orecchio a me che ho confidato negli amici….. Domani mia moglie vedrà sparire l'intera sua dote!…..
Mezz'ora dopo, Violetta colla bambina che piangeva, perchè la si voleva far camminare quantunque troppo presto, ritornò dalla Chiesa, ma anch'essa aveva gli occhi rossi. Era andata a ringraziare Dio, per l'inaspettato abbondante rimedio al loro disastro economico, ma pianse, non si saprebbe precisamente il perchè….. forse per la di Lei fierezza domata?
Ecco, buon Gaudenzio, che si guadagna, quando si è scarsi di antiveggenza! Quel tuo caro amico, ci ha esposti alla umiliazione.