¹ Questo distico è scritto sulla Cappelletta dei morti, lungo la
via per Fosio (Sarnico).
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In paese, come di solito, se ne discorreva quasi più. I poveri erano abbastanza contenti della voce sparsasi di un vistoso lascito a loro favore. Ma il Coadjutore della Parrocchia Don Barnaba Pancetti, soprannomato gomma elastica, a cagione delle sue forme piccole, sferiche e floscie, quantunque d'indole mansueta, non sapea celare il proprio malcontento, avendo udito dai portinai di Alfredo, informatissimi, come, sebbene nel testamento, qualche cosa vi fosse riferibile al suo prediletto oratorio femminile, pure, vi stava la condizione della promiscuità, essendo così, dicevasi, meno facili gli inconvenienti.
In detto testamento infatti era scritto; Che certe segregazioni, sono sospette e peggiori della promiscuità. La moralità accampata da talun fariseo, dilettante di segregazioni privilegiate, putenti di feudalismo, e di costumanze turche, è talora polvere negli occhi agli ingenui. Cristo predicava il suo Vangelo salutare alle turbe nel deserto ascoltato dai maschi e dalle femmine insieme, nè la storia riferisce di immoralità durante quella mescolanza, accorsa ad apprendere il non fare agli altri, quello che non vorreste fosse fatto a voi stessi… La più sicura moralità è quella che emana dall'esempio dei più costumati, e ve ne sono!! Libertà in ogni cosa, quando discreta. La schiavitù, ossia la privazione della libertà, genera il desiderio. L'uomo, creato per la libertà del pensiero e dell'azione, costretto dalla catena, reagisce.
Ed in quel testamento si conchiudeva che tali erano i principii di
Alfredo dalla nascita alla morte, continuamente intesi ad abbattere la
Bastiglia dell'ipocrisia.
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Nella farmacia Brichetti, divenutone proprietario con Donna Tullia, per la morte del titolare, riunivansi, quasi ogni giorno a conversazione, come è l'uso dei piccoli Comuni, alcuni loro conoscenti fra i quali il sig. Balena lingua salata, il giovane abatino, magro, vivace, ed il Coadiutore suaccennato. Ed appena fuori dal negozio, stava per caso, un gruppo di artigiani in vacanza, perchè era lunedì. E qui comincia all'interno della farmacia la consueta diffusione delle notizie a sensation della giornata, ed una discussione in dolce-brusco, fra i tre amici sullodati, presenti i coniugi Brichetti, in memoria del seppellito.
Comincia Balena. Il proverbio: sventure, spie e tavola degli osti sono sempre pronte, non sbaglia. Stamattina correva in paese, con insistenza la voce, che il Comm. Aringa siasi ucciso ier l'altro nel teatro di Montecarlo, dopo una grossa perdita al giuoco. Ed io sapeva per vie indirette, come il fu Alfredo, alla vigilia del suicidio di Aringa, e della propria morte, spedisse all'amico senza richiesta di sorta, ma così per sua istintiva filantropia, ed in conseguenza di uno strano presentimento, lire cinquantamila da pagarsi a Nizza marittima, sul Banco Meliards. E' stata una vera maledizione, dunque, perchè quella manna, non sarà giunta certamente in tempo, e Aringa, superbo, per antica sua dovizia, delicato, non ha chiesto o non ebbe in tempo l'aiuto. Giuoco e donne. Aringa giuocava troppo, Alfredo amava troppo, ed entrambi sono morti alquanto precocemente. Sempre così, i due estremi si toccano, ma anch'io, miei signori ho il mio estremo, cioè il ventre conico, che mi cagiona non poca noia. Io vorrei che la notizia del suicidio di Aringa fosse una fiaba, ma temo assai, perocchè le brutte nuove, si avverano più spesso delle buone.
E da questo esordio, si passa dai congregati ad altro, in cui comincia
Don Barnaba Pancotti, come sopra.
Don Barnaba—Quella buona lana di Alfredo Blandis, e già s'intende parlando come se fosse vivo, portava una deplorevole avversione al matrimonio, mentre da giovanotto poteva ammogliarsi confortevolmente, su ogni rapporto, e da quella sua avversione conseguirono i dispiaceri che lo tradussero a morte precoce… Che ne dicono loro signori?