Donna Tullia—Perdonino se interloquisco anch'io, mentre non lo dovrei essendo loro ben poco gentili con noi donne ma Don Barnaba da un certo lato credo abbia ragione quando parla del defunto Signore. Il compianto Alfredo, a cui auguro il Paradiso, o per lo meno il Purgatorio, avrebbe voluto che due amanti, faccessero all'amore a guisa dei gatti sui tetti, con grave disturbo del vicinato. Egli faceva talvolta l'apologia degli amori dell'antichità. Secondo lui, anche Didone, Messalina, Semiramide, Cleopatra, e compagnia bella, erano state donne ammodo, ed in ogni caso, compatibili in forza dei costumi dell'epoca remota, e del clima; ma vi pare? Egli non sapeva tollerare i sensali di matrimonio, necessari sempre e vieppiù se appartengono ai famigliari. Egli voleva l'amore spontaneo, eccelso, l'amore prodotto dalla corrente elettrica, simpatica, senza ambizione od interesse, senza troppa ingerenza dei congiunti. Odiava i matrimoni-contratto. Da qui il torto marcio della buon'anima del fu Sig. Alfredo. Conviene uniformarsi ai tempi! Che ne dici mio Galeno? (Donna Tullia era navigatissima).
Brichetti Galeno il vice-speziale—Sicuramente, a fare siccome i gatti, si potria cadere dal tetto e rompersi l'osso sacro.
Quanto ai Figari, è un mestiere come un altro, talvolta è utile, talvolta frutta bastonate, chi lo fa per ricompensa, chi lo fa ad honorem.
Balena—Bravissimo Bricchetti, anzi Sig. Bricchetti io non la giudicava di tanta esperienza in materia.
Bricchetti—Udite questa, che è caratteristica. Il defunto Alfredo, discorrendo con me in argomento, faceva dell'amore tre categorie, e mi pare, avessero la desinenza in oso. Sicuro ora mi rammento appuntino. L'amore pomposo, l'amore lucroso, l'amore ritroso.
Balena—Benissimo, l'amore per ambizione, l'amore per avarizia e l'amore pudico. Quest'ultimo, lo si ritiene il più santo e durevole, perocchè a forza di stentare nel manifestarlo, non finisce più.
Don Barnaba—Così, quella egregia creatura del fu Sig. Alfredo, colla sua pittura e colla sua poesia, è morto, non vorrei, quale un ateo. Fu con molti larghissimo, non mancò di filantropia, ma nel suo testamento olografo, quindi poco sicuro (?) mi fece delle restrizioni affatto superflue, riguardo al mio oratorio, che assolutamente egli lo volea maschile appena.
Comprendo che io non gli ero troppo simpatico, nè saprei il perchè, mentre qui l'abatino, futuro Parroco, l'aveva in cuore, tanto è vero che legò mille lire alla ex sua governante. Ma Dio l'abbia ugualmente nella sua infinita gloria. E dopo una breve pausa, Don Barnaba, il quale si sentiva probabilmente nel gozzo qualche rimasuglio ripigliava:
—Il Sig. Alfredo in vita sua, era, inoltre assolutamente un'immenso eccentrico!…. Udite…. Trovandomi, io negli ultimi giorni di sua esistenza, in buona relazione con lui, arrischiai proporgli un piccolo Triduo…..
Balena.—O dentro, o fuori, ma in fretta.