E tra mille dolcissimi piaceri

Ristoro presi, e mi riconfortai,

Qual fa chi il suo ben gode e ’l meglio speri.

E la Veronica ci descrive in versi pieni di ammirazione, e spesso felici, il luogo incantevole, di cui ebbe tanto a lodarsi: in prima le ubertose colline che fan corona alla valle rotonda; un bosco di cipressi e di pini,

Pien d’ombre amiche al dì lungo e fervente;

le acque cristalline che zampillano e corrono per ogni banda; il giardino meraviglioso, dove l’arte gareggia con la natura; poi il palazzo principesco, il quale sorge alquanto rilevato, e adorno di tanta bellezza e tanta magnificenza, che non ha l’eguale, se non quello del Sole, celebrato dai poeti; il palazzo signorile del Rinascimento, a cui tutte le arti hanno dato l’opera loro e i loro splendori, pieno d’ogni ricchezza e d’ogni eleganza.

I fini marmi e i porfidi lucenti,

Cornici, archi, colonne, intagli e fregi.

Figure, prospettive, ori ed argenti,

Quivi son di tal sorte e di tai pregi,