Qualis sum nolo, qualis eram nequeo?

Impossibile affermarlo; ma non improbabile certo; come improbabile non è che il rinunziamento e la conversione non siensi compiuti senza qualche combattimento e qualche angoscia. Il sonetto seguente pare ce ne faccia testimonianza[572]:

Ite, pensier fallaci, e vana spene,

Ciechi, ingordi desir, acerbe voglie,

Ite sospir ardenti, amare doglie,

Compagni sempre alle mie eterne pene.

Ite memorie dolci, aspre catene

Al cor, che alfin da voi pur si discioglie,

E ’l fren della ragion tutto raccoglie,

Smarrito un tempo, e in libertà pur viene.