D’avolio i denti, e l’alito suave,

Che chi ne gusta fa mettersi in crose.

La mia bocchina dolce è una chiave

Ch’apre le borse e fa chiamar mercede,

E rallegra chi fussi in doglie prave.

La gola ho d’alabastro, a la qual cede

La neve, e ’l petto, e l’acerbe pomelle.

Che strugger fan ciascun che quelle vede.

Le parti ho poi secrete più che belle:

Come ognun pensa tal dolcezza hanno,