Ognun per me si distrugge e divora,

Ciascun mi profferisce argento ed oro,

L’alma e la vita offerendomi ancora.

E per far noto a tutti il mio lavoro,

Un sacco di danari ho in mia balia,

Dove tengo per mio miglior ristoro.

Una mensa da re ho tuttavia,

Abbondante di quaglie e di capponi

Con pernici e fagiani in compagnia.

Pollastri, fegatei, torte e piccioni.