[136]. Rime, Perugia, 1770, p. 295.
[137]. Rime di Francesco Coppetta ed altri poeti perugini, scelte da G. Vincioli, t. I, Perugia, 1720, p. 284.
[138]. La Piazza universale di tutte le professioni del mondo, Venezia, 1587, Discorso LXII, p. 530.
[139]. Dialoghi, Venezia, 1562, p. 274.
[140]. Stanze, 10.
[141]. Sansovino, Sette libri di satire, Venezia, 1560, f. 188 v.
[142]. Ha molta somiglianza con questa dell’Alamanni una satira di Mathurin Regnier sullo stesso argomento. Non ho bisogno di avvertire che biasimi delle corti e invettive contro le corti si trovano, sebbene non in tanta copia come nell’italiana, anche in altre letterature.
[143]. Satira Al fratello Galasso.
[144]. Atto II, sc. 6.
[145]. Rime edite ed inedite per cura di A. Cappelli e S. Ferrari, Livorno, 1884, p. 80. Veggasi inoltre sopra il tinello: Bandello, Novelle, parte II, nov. 51; Domenichi, Facetie, ediz. di Venezia, 1599, pp. 222-3; Francesco Priscianese, Del governo della corte d’un signore in Roma, Roma, 1543; ristampa fatta in Città di Castello, 1883, pp. 22, 26-7; Cesare Evitascandolo, Dialogo del maestro di casa, Roma, 1598, pp. 161 sgg. Le miserie del tinello diedero argomento alla Tinelaria dello spagnuolo Torres Naharro, che fu in Roma ai tempi di Leone X. A voler fare on elenco di tutti coloro che nel secolo XVI scrissero in biasimo delle corti troppe pagine si potrebbero riempiere.