[289]. Le satire alla berniesca, Torino, 1549.

[290]. Le rime burlesche sopra varii et piacevoli soggetti, Venezia, 1570, capitolo XLII.

[291]. Dialogo IV, ediz. cit., f. 70 v.

[292]. Della famosissima compagnia della Lesina, Dialogo, Capitoli, Ragionamenti, ediz. di Venezia, 1664, p. 157.

[293]. Op. cit.

[294]. Veggasi, per esempio, ciò che ne dice Stefano Guazzo nel suo libro intitolato La civil conversatione, Venezia, 1575, p. 383.

[295]. Lettere, ediz. di Venezia, 1545, lett. LI, al Giovio.

[296]. Vedi Fontanini, Biblioteca dell’eloquenza italiana con note di Apostolo Zeno, edizione di Venezia, 1753, vol. I, p. 35, e Sabbadini, Storia del ciceronianismo, Torino, 1886, pp. 127 sgg.

[297]. Il Cortegiano, l. I, c. 37, ediz. di Firenze, 1854.

[298]. Dice Aonio Paleario in un dialogo intitolato Il Grammatico ovvero delle false esercitazioni delle scuole: «Non è maggior sciocchezza al mondo che voler essere volgar latino, o latino volgare. Da questi errori sono nati gli stili falsi toscani del Polifilo, e gli stili falsi latini, o moderni, di che è impestato il mondo». Seguita dicendo che alle scuole dei grammatici si imparava a scrivere il latino grammaticalmente, ma non latinamente; che usciti dopo molti anni di scuola, i giovani non sapevano scrivere nè una epistola latina, nè una epistola volgare, e che i grammatici imbastardivano così l’una come l’altra lingua. Il dialogo fu stampato la prima volta in Milano, nel 1557, poi in Perugia nel 1717.