[299]. Vedi Genthe, Geschichte der macaronischen Poesie, Lipsia, 1836, pp. 83-94.
[300]. Il sonetto è curioso: eccolo.
Fra gli Hetrusci gloriosi, et il collegio
Di noi magistri, che la lingua vetere
Sostenemo, e inalciamo fin all’aethere,
È nobil lite, et un dissidio egregio.
In contumelia nostra, et in dispregio,
Allegan quei, che dal Donato flectere
Non sapemo il sermon, nè men connectere
Fabula alcuna senza l’Apulegio.