De courtisans pompeusement montez
M’accompagnant ainsi qu’une princesse,
Fust au matin, quand j’allois à la messe,
On fust au soir, alors qu’il me plaisoit
De me trouver où le bal se faisoit.
Per i bravi vedi Aretino, Ragionamento fra il Zoppino, ecc., in principio, e Ragionamenti, parte I, giornata III, pp. 129, 133, 423; Giraldi Cinzio, Ecatommiti, nov. 8 della Introduzione; Garzoni, Piazza, ecc., p. 599. Il Brantôme dice che le cortigiane in Italia avevano sempre un bravo pour les défendre et maintenir, vol. II, p. 321. Una Betta del Basadonna, ricordata nella Tariffa, fece bastonare certo suo amante da quattro bravi. La cortigiana della Lucerna del Pona, favoriva un giovane assai valente, che più volte fece valere le ragioni di lei con la spada. (Sera seconda, pp. 78-9). L’Angelica del Martello del Cecchi sposa Lanfranco bravo. Vedi anche Stoppato, La commedia popolare in Italia, Padova, 1887, pp. 121-7.
[394]. Jost Amman’s Frauen-Trachtenbuch, Francoforte sul Meno, 1586; riproduzione di Lipsia, 1880. Una delle figure di questo volume rappresenta una cortigiana romana. Il Grossino, uno dei famigliari che accompagnarono a Roma nel 1510 il marchesino Federico Gonzaga, dando ragguaglio di più cose alla madre di lui Isabella, diceva in una lettera del gennajo del 1512, che a certa solennità, nella basilica di S. Sebastiano, era accorsa tutta Roma, e grandissima quantità di cortigiane, con pompe assai, molte vestite da uomini, quali su mule, quali su cavalli, e soggiungeva a Roma essere difficile a conoser una dona da bene da una cortesana. Luzio, Federico Gonzaga ostaggio alla corte di Giulio II, estratto dall’Arch. d. R. Soc. rom. di storia patria, vol. IX, 1887, p. 29-30.
[395]. Aretino, Ragionamenti, parte I, giornata I, p. 18.
[396]. La Pescara, Milano, 1550, atto I, sc. 5.
[397]. Vedi più oltre, appendice A, il Vanto della cortigiana ferrarese.