[414]. Ecatommiti, nov. 3 dell’Introduzione. A Nannina Zinzera, innamorata di un bellissimo giovane, e godente l’amor suo, indirizzava il Lasca uno dei suoi madrigoloni (Opere burlesche, edizione cit., pp. 244-5). A un’altra cortigiana, giovane assai e bellissima, Anna Raugea, che di Firenze si tramutava in Roma, lo stesso Lasca raccomandava (ibid., p. 400):
Dall’ira e dallo sdegno vi guardate,
E sopratutto non v’innamorate.
La cortigiana del Du Bellay s’innamorò perdutamente di un giovane, che l’abbandonò dopo averle mangiato, in men d’un anno, vigne, case e denari.
[415]. Luzio, Un’avventura della Tullia di Aragona, in Rivista storica mantovana, vol. I (1885), pp. 178-82. Di una Spagnuola, della quale era innamorato Giovanni della Casa, e che aveva lui a noja più che il mal de’ fianchi, fa cenno il Mauro nel capitolo Delle donne di montagna.
[416]. Lettere, vol. 1, f. 233 r.; vol. VI, f. 72 r. Lo stesso Aretino compose per l’Angela il seguente madrigale, che leggesi nella parte II, giornata III, dei Ragionamenti, p. 400:
L’esser prive del cielo
Non sono oggi i tormenti
De le mal nate genti.
Sapete voi che doglia