La Porcellina nuota.

[425]. Le lettere, l. IV, lett. 50, p. 364.

[426]. La Panta qui ricordata è senza dubbio quella stessa che nel 1570, sotto Pio V, fu pubblicamente frustata in Roma. L’Avviso che dà notizia di tale frustatura, dice: «La Panta, famosa meretrice, così per 300 mila scudi che ha speso qui, come per l’autorità ch’ha avuta in altri tempi». Vedi Bertolotti, Repressioni straordinarie alla prostituzione in Roma nel secolo XVI, in Rivista delle discipline carcerarie, anno XVI (1886), p. 516, docum. XVIII.

[427]. Domenichi, Facetie, motti, ecc., p. 204.

[428]. Pag. 429.

[429]. Burchard, Diarium, ediz. cit., t. III, p. 290.

[430]. Lettera di Stazio Gadio al marchese di Mantova, Luzio, Federico Gonzaga, ecc., p. 46-7. Detto della cena in casa del cardinale di Mantova, il Gadio soggiunge: «Sonate le cinque ore ogniuno andò a casa lor: da Cornaro credo che Albina fosse allogiata, perchè facevano assai l’amor insieme». Il Trucchi (Poesie inedite, ecc., vol. III, p. 212) fa cenno di un sonetto del cardinale Santa Croce in lode di Angiola Greca. In una pasquinata venuta fuori subito dopo la morte di Clemente VII, si ricorda il cardinale Grimaldi che innamorato pazzo della Flaminia (probabilmente la famosa di cui parlano il Mauro e altri) fu da lei cacciato. Lafon, Pasquin et Marforio, histoire satirique des papes, Parigi, 1861, p. 107.

[431]. Cian, Op. cit., pp. 13, 18.

[432]. Fabretti, La prostituzione in Perugia nei secoli XIV e XV, Torino, coi tipi privati dell’autore, 1885, edizione di 24 esemplari, p. 46.

[433]. Atto II, sc. 6.