[434]. Capitolo A messer Ruberto Strozzi.
[435]. Le lettere, l. IV, lett. 20, p. 298.
[436]. Novelle, parte II, nov. 48.
[437]. Mutinelli, Storia arcana ed aneddotica d’Italia raccontata dai veneti ambasciatori, Venezia, 1855-8, vol. I, p. 170.
[438]. Cian, Op. cit., p. 8.
[439]. L’Affò (Dizionario precettivo, critico ed istorico della poesia volgare, s. v. Pasquinata) e il Tiraboschi (St. d. lett it., ediz. dei Classici, vol. XII, p. 1725) fanno ricordo di una Passione d’amor de Mastro Pasquino per la partita della signora Tullia, et martello grande delle povere Cortigiane de Roma con le allegrezze delle Bolognese. A me non è riuscito d’averne altra contezza.
[440]. Un testimonio oculare della battaglia di Fornovo (1495) il medico veronese Alessandro Benedetti, racconta nei suoi Diaria de bello Carolino d’aver veduto il giorno dopo la battaglia, fra le spoglie del re vinto e fuggiasco, un libro in cui erano dipinte immagini di cortigiane, varie per età e per abito, libro che esso re portava seco in memoria dei suoi facili amori. Cian, Op. cit., p. 40. Certa Susanna, che aveva portato un tempo il vanto della bellezza sopra tutte le cortigiane di Firenze, si gloria nei Germini d’essere stata in Lione onorata dal Delfino:
S’innamora ciascun che mi sta a canto:
Fu’ in Lion dal Delfin onorata,
Che quando mi partii fece gran pianto.