Chi brama di fuggir maninconia,
Fastidio, affanno, dispetto e dolore;
Chi vuol cacciar da sè la gelosia,
O, come diciam noi, martel d’amore,
Legga di grazia quest’opera mia,
Che gli empirà d’ogni dolcezza il cuore;
Perchè qui dentro non ciarla e non gracchia
Il Bembo merlo, o ’l Petrarca cornacchia.
E nella lettera a Lorenzo Scala, premessa egualmente a quelle rime, diceva «le petrarcherie, le squisitezze, le bemberie, avere, anzichè no, mezzo ristucco il mondo.» Perciò possiam credere che al duca di Mantova non tornasse sgradito l’avvertimento che gli dava l’Aretino, quando, mandandogli certa composizione ghiotta del Veniero, diceva:
Non aspettate veder la lindezza