[545]. Molti altri amici nobili e illustri ebbe certamente la Veronica. Nel secondo testamento ella designa quale uno de’ suoi esecutori testamentarii il magnifico messer Lorenzo Morosini, e raccomanda i figliuoli al chiarissimo messer Giambattista Bernardo.

[546]. Capitolo XXII. Anche nel capitolo III deplora la Veronica d’essersi allontanata da Venezia:

E l’ora piango, e ’l dì ch’io fui rimossa

Da la mia patria.

[547]. Capitolo XII.

[548]. Parlando, nel capitolo XV, del colonnello, fratello di Estor Martinengo, diceva:

E come donna in questa patria nata,

Vorrei, ch’ov’ha di lui bisogno andasse,

E ch’opra a lei prestasse utile e grata.

[549]. Lettera V, pag. 6. Gerolamo Fenaruolo, volendo dissuadere Adriano Willaert dal partirsi di Venezia, scriveva in un suo capitolo: