[564]. Vedi Tassini, Op. cit. pp. 23-5.
[565]. Sandonnini, Alessandro Tassoni ed il Sant’Uffizio, in Giornale storico della letteratura italiana, vol. IX, pp. 345 sgg.
[566]. Una delle più semplici consisteva in tracciar certi cuori nella cenere calda, e in recitarvi su questi versi:
Prima che ’l fuoco spenghi
Fa che a mia porta venghi.
Tal ti punga il mio amore
Quale io fo questo cuore.
Vedi pp. 425-6. Cfr. Ragionamenti, parte II, giornata III, pp. 406-10. Delle malie che usavano le meretrici per trattenere gli amanti è cenno in una poesia di Vincenzo Belando, intitolata Scudo d’amanti dove si scuopre gli assassinamenti, inganni, astutie, forfanterie e truffarie che usano le puttane per ingannare i simplici giovani, ecc., stampata insieme con le Lettere facete e chiribizzose, ecc. dello stesso autore, Parigi, 1588. Uno stuolo di maliarde faceva comparire il Veniero nel trionfo di Elena Ballerina in Roma, La Puttana errante, canto IV. Cfr. La vieille courtisane del Du Bellay e Luciano, Dialoghi delle cortigiane, I, IV.
[567]. Lettere XI, pp. 18-20; XXXI, pp. 60-2.
[568]. Lettera XXXIX, p. 71.