[554]. Nell’opera di Giacomo Franco, Habiti d’huomini et donne venetiane ecc., sono due stampe che qui vogliono essere ricordate. La prima rappresenta molte gondole con persone che vanno a diporto. In una è una tavola imbandita con uomini e donne che mangiano; in altra una donna che suona il clavicembalo, con altre donne e nomini che suonano varii strumenti. Sotto vi è scritto: In questa maniera la state ne’ grandi caldi si va ai freschi per li canali della Città la sera fino a mezza notte, con musiche di voci e diversi istromenti con grandissimo diletto, con le signore Cortigiane, e spesso anco si cena in barca con mirabil piacere. La seconda stampa mostra come si andasse l’inverno a uccellare in barca sulla laguna.

[555]. Lettera XLIV, pp. 76-8.

[556]. Vedi per tali notizie Tassini, Op. cit., p. 40.

[557]. Nel testamento del 1570 è cenno di beni mobili e stabili, di un filo di perle nº 51 ballotte, di piatti d’argento e di altra argenteria con lo stemma della Veronica.

[558]. Capitolo XXIII.

[559]. Capitolo XVI.

[560]. Lettera VIII, pp. 14-6.

[561]. Vedi Cicogna, Op. cit., t. VI, pp. 884-5 e Tassini, Op. cit., pp. 89-97. Il vero testamento del Ramberti è del 19 aprile 1570; Cicogna, ibid., p. 957; Tassini, ibid., pp. 89-97.

[562]. Lettera XLVIII, pp. 82-4.

[563]. Lettera XXX, pp. 58-9. Il detrattore cui questa lettera è scritta aveva commesso in casa della Veronica, a quanto costei afferma, un vilissimo mancamento, non sappiam quale.