A poco a poco il suo sguardo si distoglie dalle sembianze più graziose e si fissa sulle più austere. Il sentimento, d'idilliaco ed elegiaco ch'era in principio, tende a diventar tragico, e alle serene e leggiadre immagini delle prime poesie succedono, da ultimo, le tetre e terribili della Ginestra. L'anima del poeta s'è venuta infoscando sempre più, e spontaneamente cerca gli aspetti che meglio si armonizzano col suo stato.

Placida notte, e verecondo raggio

Della cadente luna; e tu che spunti

Fra la tacita selva in su la rupe,

Nunzio del giorno; oh dilettose e care,

Mentre ignote mi fur l'erinni e il fato,

Sembianze agli occhi miei; già non arride

Spettacol molle ai disperati affetti.

Tali parole, molt'anni innanzi, il poeta aveva fatto sonar sulle labbra di Saffo disperata e già vicina a cessar nella morte il suo tormento; ma con parole in tutto simili avrebbe potuto, più d'una volta, il poeta esprimere il sentimento suo proprio, e allora in ispecie che volgeva nell'anima il tema e i versi della Ginestra[322]. Nella Ginestra non più verdi rive, non più campi e colli irradiati dal sole; ma l'arida schiena del formidabil monte, e campi cosparsi di cenere e coperti di lava impietrata, e il mare fatto specchio al bagliore dell'igneo torrente, e il bipartito giogo e la cresta fumante nel cielo, in fondo al deserto foro della dissepolta Pompei, infra le file de' mozzi colonnati, e un ricordo dell'

erme contrade